La fabbrica di Filippo Brunelleschi

La realizzazione dell'ospedale rinascimentale

L'incarico dato dall'Arte della Seta a Filippo di Ser Brunellesco, già chiamato alla costruzione della Cupola della Cattedrale, corrispondeva alle scelte della committenza cittadina dell'epoca in fatto di grandi edifici pubblici.

Il disegno dell’Ospedale degli Innocenti fu per Brunelleschi l’occasione per fissare i principi della nuova architettura occidentale: è qui infatti che si apre la prima stagione rinascimentale e che si segna un punto di non ritorno nei confronti del passato rappresentato dalle ‘nostalgiche’ soluzioni tardo trecentesche. E’ significativo che tutto questo avvenga proprio con uno spazio pensato e realizzato per i bambini .

L’eccezionalità dell’idea brunelleschiana del ‘luogo’ degli Innocenti va ricercata, oltre che nella destinazione esclusiva per l'infanzia in difficoltà, anche nelle grandi dimensioni dove, in maniera del tutto innovativa per le regole del tempo, lo spazio riservato all'accoglienza dei trovatelli si dilata al pari di quello della chiesa inserita nel complesso dell'Ospedale.

Originali di alta qualità stilistico formale furono le soluzioni architettoniche proposte, tutte scaturite da un intenzionale riferimento all’architettura classica. Agli Innocenti, dopo secoli, l’architettura torna finalmente a misurarsi con i bisogni dell’uomo e si pone al servizio della comunità rivelando la sua intrinseca potenzialità di trasformare e plasmare lo spazio praticabile.

A segnare il legame con la città Brunelleschi scelse di marcare tutta il fronte sulla piazza con il portico che, con le sue nove campate, inglobava completamente la struttura protetta dell’interno. La linearità della composizione, incentrata sulla sequenza basamento-colonna-capitello-arcata a tutto sesto, conduceva a un risultato di perfetta armonia geometrica e proporzionale destinata a fare scuola e, come tale, a improntare anche nei secoli successivi il disegno della piazza che proprio dalla matrice brunelleschiana erediterà le forme definitive riecheggianti un foro di epoca imperiale.

La concezione modulare dell’architettura brunelleschiana agevolava la trasposizione del disegno anche all’interno, dove gli spazi si dispiegavano intorno al Cortile degli Uomini, perfetto elemento di rappresentanza e di snodo strutturale.

Brunelleschi non rimase agli Innocenti fino alla conclusione dei lavori ma il suo spirito così innovativo e dirompente aveva ormai modificato la concezione stessa della prassi architettonica. Guidate dalla sua idea, le maestranze impegnate nella costruzione del Cortile delle Donne dettero prova, con la realizzazione del piccolo loggiato del primo ordine, di una insospettabile sensibilità al 'progettare a misura di bambino'

La lungimiranza dei committenti aveva fatto sì che la scelta del luogo del nuovo Ospedale fosse caduta su un terreno lontano dal cuore civico-politico della città, ma nel cuore di quella che sarà la citta medicea, basti pensare al vicino convento di San Marco, alla basilica dell’Annunziata, alla via Larga e a palazzo Medici. I successivi interventi di ingrandimento poterono in tal modo essere condotti agevolmente e, per tutto il Cinquecento e Seicento, si andarono aggiungendo al nucleo quattrocentesco nuovi spazi per poter accogliere un numero sempre maggiore di fanciulli e fanciulle abbandonati.

L’istituzione patrocinata dall’Arte della Seta e ufficialmente sostenuta dall’autorità cittadina, vedeva consolidato il proprio ruolo di primo luogo in Europa deputato all’assistenza all’infanzia e contava ormai sul generoso sostegno di facoltosi donatori.

La storia nei secoli

La smaniosa ricerca di nuovi spazi subisce una battuta d’arresto nel corso del Settecento e dell’Ottocento quando vengono privilegiate soluzioni di carattere organizzativo.

Sullo scorcio del ‘700 si ha comunque un intervento radicale nella chiesa, disegnata da Brunelleschi che viene completamente rimodernata in base ad un progetto dell’architetto fiorentino Bernardo Fallani.

La semplice aula con copertura a travi di legno è rivestita da un ordine gigante di lesene corinzie e pannelli con decorazioni in stucco mentre la zona presbiteriale è segnata da un monumentale arco a tutto sesto.

La grande volta a botte affrescata nasconde al pubblico le capriate lignee della chiesa quattrocentesca, oggi visibili soltanto in un suggestivo percorso interno tra i coretti voluti dal Fallani per la presenza discreta delle fanciulle alle funzioni sacre.

Il tempo ha lasciato il segno su tutto il patrimonio artistico degli Innocenti. Fin dagli anni della fondazione i committenti, e in seguito gli spedalinghi, vollero che la nuova istituzione fosse nobilitata con la presenza di opere d’arte legate intimamente alla nascita e allo sviluppo dell’Ospedale.

La concezione squisitamente fiorentina di una pratica cui non può essere disgiunta la ricerca della bellezza formale guidò i responsabili dell’Ospedale che si indirizzarono verso alcuni protagonisti di primo piano della scena artistica locale. Per decorare gli ambienti più significativi del complesso furono scelte le tavole sfavillanti e vivacissime di artisti come Domenico Ghirlandaio e Piero di Cosimo o le sculture di Luca e Andrea della Robbia, nelle quali si proponevano nuovi modelli di bellezza ideale e di una religiosità più vicina al sentire umano (tali opere sono ancora conservate nel Museo dell’Istituto degli Innocenti).

La funzione sociale di istituzione laica dedita all’assistenza all’infanzia si saldava in tal modo alle più alte espressioni artistiche a conferma di un impegno civico, certo oneroso e non facile, al quale, comunque, la società fiorentina nel suo complesso sentiva di dover adempire.

Il simbolo dell'Istituto

Emblemi di questo sentimento diventano i Putti di Andrea della Robbia, collocati sul loggiato di piazza SS. Annunziata a riempire gli oculi brunelleschiani: una sequenza di bambini che, dalle fasce strette, quasi un monito della loro condizione di trovatelli, si aprono alla città e al mondo, a farsi conoscere in modo ampio e liberatorio.

Artisti ed Istituto

Lo sforzo dei responsabili dell’Ospedale fu anche quello di accompagnare la crescita dei trovatelli con precisi interventi educativi. Bernardino Poccetti, con la sua mano felice di illustratore di pezzi di vita quotidiana della Firenze tardo cinquecentesca, ha ben rappresentato nell’affresco del refettorio la vocazione all’educazione dei fanciulli che, subito dopo l’accoglienza, rappresentava il momento di maggior impegno per l’Ospedale.

Durante gli anni del priorato del filologo e umanista don Vincenzo Borghini (1552-1580), il rapporto tra gli Innocenti e le botteghe artigiane si fece più stretto.

Il Priore, appassionato di arti figurative, introdusse anche lo studio del disegno e della pittura scoprendo tra i ‘nocentini’ qualche talento inaspettato. Fu questo il caso di pittori come Vincenzo Ulivieri e Battista Naldini cresciuti proprio agli Innocenti e divenuti collaboratori del famoso amico del Borghini , Giorgio Vasari.

Sotto la guida del Borghini lavorò un altro pittore di area vasariana, il manierista Francesco Morandini, detto Il Poppi, che frequentò a lungo la ‘bottega’ dell’Ospedale. Varie opere di questi artisti sono oggi esposte nel Museo.


Alcune date segnano i momenti salienti dell'edificazione e delle trasformazioni artistica dell'Ospedale:

1419 Lascito del Datini e primi accordi per la fondazione

1421 Approvazione del Comune e delega all'Arte della Seta a patrona dell'Ospedale

1439 Facciata e Chiostro delle donne

1445 Realizzazione del Chiostro degli Uomini e Apertura ufficiale dell'Ospedale

1450 Collocazione della Madonna con Bambino di Luca della Robbia nella Chiesa delle Donne

1451 Consacrazione della Chiesa

1470 Verone finestrato all'interno del Chiostro degli Uomini

1487 Tondi con i putti di Andrea della Robbia

1488 Refettorio degli Uomini

1488 Collocazione dell'Adorazione dei Magi del Ghirlandaio sull'altare maggiore della Chiesa

1540 Conservatorio delle Donne

1557 Arco su via della Colonna

1590 Torretta interna con l'orologio

1609 Affresco di Bernardino Poccetti sopra la volta d'ingresso del Loggiato

1610 Affresco di Bernardino Poccetti nel Refettorio delle fanciulle

1612 Affresco di Bernardino Poccetti nella Sala del Priore

1785 Ristrutturazione della Chiesa su disegno di Bernardo Fallani

1970 A seguito dell'alluvione del 1966 si conclude il restauro diretto dall'architetto Guido Morozzi




Indicazioni bibliografiche
Una breve bibliografia sulla storia dell’Ospedale degli Innocenti


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