La specializzazione assistenziale dell’antico
Ospedale degli Innocenti, destinato unicamente all’accoglimento
dei trovatelli, rappresentò, sino dall’origine,
ancor più dell’esemplarità delle forme
architettoniche, la sua caratteristica più saliente
sia in Italia che in Europa.
Le rendite del vasto patrimonio, costituitosi con i lasciti
dei benefattori, insieme ai versamenti del Comune e ai contributi
dell’Arte patrona, resero sempre possibile il sostentamento
di un numero elevato di bambini.
L’allevamento dei trovatelli, la gran parte dei
quali era abbandonata per motivi di povertà e mancanza
di latte delle madri, prevedeva il loro trasferimento presso
nutrici di campagna.
Al termine dell’allattamento i sopravvissuti all’elevato
tasso di mortalità infantile, tornavano nell’
Ospedale per esservi scolarizzati e avviati al lavoro. Le
bambine erano mandate a servizio a guadagnarsi la dote che
avrebbe permesso loro di sposarsi o di farsi monache. Nel
‘500, sotto il priorato di Vincenzo Borghini, insigne
umanista, alcuni dei trovatelli ebbero modo di seguire anche
corsi di pittura e scultura e ricevere un’educazione
musicale.
Tra ‘600 e ‘700 l’istituzione cominciò
ad accogliere le madri nubili tra le nutrici interne, le
addette cioè a prestare le prime cure ai neonati,
avviando così una prassi assistenziale anche nei
confronti delle donne.
Nel corso dell’Ottocento e nel ‘900, si fece
in modo che le giovani donne venissero sussidiate. Nella
seconda metà del secolo scorso la nuova normativa
sulla famiglia e sulle adozioni ha ulteriormente modificato
l’intervento assistenziale dell’ente verso un
inserimento dei bambini nelle famiglie naturali o adottive
e una sempre minore permanenza nell’istituzione.
Nel ‘700 l’attenzione istituzionale si volse
anche alla salvaguardia della salute dei bambini, sviluppando
ambiti specifici di indagine scientifica, promossa dalla
presenza di medici insigni, dediti a sperimentare nuovi
metodi di allevamento e di cura delle patologie infantili.
Con l’ingresso in Toscana della dinastia lorenese,
l’Ospedale degli Innocenti diviene il luogo del progresso
della scienza medica.
E’ in quest’epoca che iniziano le prime sperimentazioni
di allattamento artificiale, di prevenzione antivaiolosa,
di sviluppo della scienza ostetrica e pediatrica. Carteggi
e relazioni mediche testimoniano in quest’epoca fitti
scambi di opinioni tra i medici dell’Ospedale e i
colleghi di Parigi, Londra e Vienna.
Nel 1756 Giovanni Targioni Tozzetti porta a termine nell’ospedale
la prima sperimentazione di innesto antivaioloso da marcia
umana.
Nel 1775 l’Ospedale ottiene la gestione dell’Ospizio
delle gravide occulte, vivaio umano per l’avanzamento
dell’Ostetricia.
Nel 1780 Lorenzo Nannoni fa dell’Ospedale la sede
delle sue lezioni di chirurgia, finalizzate al progresso
della scienza pediatrica.
Dal 1834 al 1923 ha sede nell’ospedale l’Istituto
vaccinogeno per la produzione e distribuzione del vaccino
antivaioloso.
Tutta l’attività di assistenza e cura è
ampiamente documentata nell’
Archivio Storico.