La Casa dei Bambini

Cos'è …?

E' un servizio socioeducativo residenziale, rivolto a bambini che vivono in situazioni tali da pregiudicare la loro crescita.

…e per chi?

La Casa dei Bambini può ospitare fino a circa dieci bambini in età 0-6 anni, che si trovano in stato di abbandono o di incuria.
L'obiettivo del servizio è quello di favorire la crescita e lo sviluppo psicologico e sociale di ogni bambino, per permettergli in seguito di ritornare a casa con i genitori e i parenti, o di inserirsi in un diverso ambiente familiare (affido, adozione).
I piccoli ospiti sono accolti per il tempo strettamente necessario ad attuare il Progetto educativo individuale.

La Casa dei Bambini ha il compito di:

-stabilire con ciascun bambino, con i suoi genitori e con i parenti una relazione significativa, che sia di aiuto e sostegno ad affrontare il percorso educativo.
-analizzare la situazione del bambino e la sua rete di relazioni.
-capire i bisogni evolutivi di ciascun ospite, individuare le sue difficoltà e le sue risorse.
-definire gli obiettivi e le iniziative più opportune da adottare.
-collaborare con i genitori naturali in modo da sostenerne le funzioni, o con i Centri Affido locali per orientare la scelta della famiglia affidataria, o con il Tribunale per i Minorenni al fine di selezionare la famiglia idonea per l’adozione.
-verificare periodicamente il Progetto educativo individuale insieme ai Servizi sociali.
-garantire, quando il bambino uscirà dalla Comunità, un inserimento graduale e sereno in famiglia, facilitando i rapporti tra il piccolo, la famiglia naturale e quella affidataria.

Norme per l'ammissione

I bambini sono di norma segnalati dai Servizi Sociali del Territorio, che presentano una proposta di inserimento direttamente, o congiuntamente ad un provvedimento del Giudice minorile.
In seguito, il Coordinatore educativo espone il caso del bambino all’equipe educativa e poi il piccolo viene presentato alla Comunità. Il suo inserimento nel gruppo dei bambini avviene nel rispetto di tutti, effettuando modifiche e adattamenti, in rapporto alle necessità.
La frequenza e le modalità delle visite dei parenti (quando sono previste) vengono stabilite dagli educatori, insieme all’ente che ha segnalato il bambino. La programmazione delle visite tiene conto del progetto educativo generale e degli aspetti organizzativi della Casa di accoglienza.

Le ammissioni d'urgenza

La Casa può accogliere, in caso d'urgenza, anche bimbi molto piccoli (da O a 3 anni), che si trovano in stato di abbandono o di incuria. Il servizio prevede al massimo tre bimbi.
L'ammissione avviene in seguito alla richiesta dei Servizi Sociali territoriali, o delle strutture ospedaliere, o delle autorità giudiziarie minorili e delle forze dell'Ordine.
Lo scopo è quello di garantire al piccolo un posto sicuro e accogliente, in attesa di una sistemazione definitiva. Solitamente entro un mese viene definito il progetto d'intervento, in collaborazione con i soggetti competenti.
Quando un bambino viene accolto secondo le procedure d’urgenza, gli educatori della Comunità curano in modo particolarmente attento il suo inserimento, attraverso:
- osservazione del piccolo
- analisi della situazione personale e familiare
- gli accertamenti sanitari
- la collaborazione con i Servizi sociali territoriali
- la collaborazione –se possibile-con i genitori e i parenti .

Il processo educativo

- L’inserimento
- L’osservazione
- Il Progetto educativo individuale
- Attività ludiche, gite e feste
- Il futuro del bambino dopo la Comunità

L'inserimento

Ogni bambino ha bisogno di vivere in uno spazio accogliente e ricco d’affetto. Gli educatori cercano di favorire l’inserimento del piccolo in Comunità
-predisponendo l’ambiente e gli spazi secondo l’età del bambino e personalizzando gli arredi e il vestiario
-stabilendo un rapporto affettivo intenso, che dia al piccolo sicurezza e scacci le sue paure
-favorendo la relazione con gli altri bambini
L’inserimento tiene conto non solo dell’età, ma anche dello stato di salute psico-fisico del bambino e di tutte le informazioni che i Servizi possono offrire sul vissuto e le abitudini del piccolo.
Se il bambino è accompagnato dai genitori, l’educatore manifesta la sua disponibilità all’ascolto, modera gli atteggiamenti conflittuali e prepara i genitori a separarsi dal figlio.

L'osservazione

Al momento dell’ingresso, gli educatori avviano una fase iniziale di osservazione, che nell’arco di un mese conduce alla stesura di un primo profilo del bambino. Anche le visite dei familiari vengono opportunamente osservate e documentate.

Il progetto educativo individuale

In base alle osservazioni e al profilo del bambino, l’equipe educativa e i Servizi socio-assistenziali redigono il progetto educativo individuale. Questo viene elaborato entro un mese circa dall’ingresso del piccolo in Comunità e ha lo scopo di
-definire gli obiettivi di crescita del bambino, con riferimento al rientro nella famiglia d’origine o all’adozione
-stabilire le principali aree di intervento e la metodologia
-individuare gli educatori che assumono un rapporto privilegiato con il bambino e lo sostengono durante la permanenza in Comunità
-specificare come intervenire nei riguardi del bambino e dei suoi genitori, tenuto conto delle prescrizioni del Tribunale per i Minorenni. Questo compito viene solitamente diviso tra gli educatori interni alla Comunità e altre persone all’esterno, che sono anch’esse responsabili del progetto educativo individuale.
-valutare i tempi di permanenza in Comunità
-precisare le modalità e i tempi di verifica del progetto educativo individuale
-predisporre il progetto di uscita dalla Comunità
E’ fondamentale, per l’attuazione del progetto educativo, che ogni bambino stabilisca un rapporto affettivo significativo con un educatore in particolare. Questi diventa il punto di riferimento per il piccolo, colui al quale può rivolgersi in caso di bisogno, o semplicemente il suo amico e compagno di giochi preferito.
Allo stesso tempo, il bambino viene seguito nel suo percorso di crescita, sia all’interno del gruppo della Comunità, che nel mondo dei coetanei e degli adulti esterno alla Casa.
Quest’ultima, infatti, cura i collegamenti con i Servizi educativi, in particolare con i nidi e le scuole materne, per consentire ai piccoli ospiti di compiere normali esperienze a carattere educativo-formativo e di socializzazione.
La Casa dei Bambini mantiene inoltre rapporti permanenti con i Servizi sociali e sanitari, per assicurare ad ogni bambino le prestazioni a cui ha diritto.

Attività ludiche, gite e feste

I rapporti del bambino con il mondo esterno non si limitano però ai servizi per l’infanzia e a quelli scolastici.
Gli educatori, avvalendosi di associazioni di volontariato, promuovono esperienze esterne, volte a stimolare i piccoli sul piano affettivo, cognitivo e sociale. I bambini possono così frequentare spazi-gioco e partecipare a gite ed escursioni.
Nel periodo estivo soggiornano normalmente in una località montana.
Per le festività di Natale e Pasqua si organizzano feste di tipo familiare, con la partecipazione di bambini e adulti esterni alla Comunità.

Il futuro del bambino dopo la Comunità

L’inserimento del bambino nel mondo esterno, dopo la permanenza temporanea in Comunità, avviene in modo graduale.
In caso di rientro nella famiglia naturale, il distacco si realizza dopo un breve periodo di riambientamento in famiglia.
Se il bambino viene invece adottato o affidato ad altro nucleo familiare, il processo di allontanamento dalla Comunità sarà più lento e delicato.
Prima di tutto viene fatta una riunione preliminare fra la famiglia affidataria, il Coordinatore educativo della Casa e l’assistente sociale territoriale. Quest’incontro permette di far conoscere meglio il bambino e la sua situazione e di concordare con i futuri genitori adottivi le modalità d’inserimento in famiglia.
In un secondo momento, gli educatori facilitano la conoscenza tra il bambino e la famiglia affidataria o adottiva e valutano i tempi utili e necessari per la sua separazione progressiva dalla Comunità.
I rapporti degli educatori con il bambino possono continuare anche quando il piccolo è già uscito dalla Comunità. A volte, infatti, si rende necessario un intervento per facilitare le relazioni tra il bambino, la famiglia naturale e quella affidataria.
Anche nei casi di adozione, la Comunità può essere chiamata per fornire ulteriori chiarimenti e informazioni.






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