09 December 2021

Per dare nuovi stimoli ai piccoli ospiti in età prescolare e per sostenere le giovani madri “assistite” dall’Istituto nella ricerca di una propria autonomia anche lavorativa.  Con queste principali motivazioni l’Istituto degli Innocenti apriva nel 1971 il primo “asilo nido”. A cinquant’anni dalla nascita formale degli asili nido in Italia (legge 6 dicembre 1971, n. 1044) l’Istituto ricorda quel primo passo nella crescita dei servizi educativi della prima infanzia, un percorso che ha visto gli Innocenti assumere progressivamente un ruolo centrale nel sistema dell’offerta cittadina e a livello toscano diventare centro propulsore di studio e riflessione.

“In una prima fase l’Istituto sicuramente opera in risposta a bisogni specifici, di natura più sociale che non educativa, e non universalistici, in quanto individuati in fasce deboli della cittadinanza - racconta la presidente Maria Grazia Giuffrida - Tuttavia, con il crescere della sensibilità e diffusione delle esperienze, l’offerta dei nidi degli Innocenti vedrà, nel corso degli anni seguenti, e in particolare negli anni’80 e fino alla metà degli anni’90, una fase di consolidamento  di ruolo importante nella rete di offerta cittadina, ma soprattutto una partecipazione attiva dell’Istituto a quel cambio di paradigma che avverrà in quegli anni in cui il nido assumerà, da valenza meramente “custodialistica”, quella di spazio in grado di valorizzare il bambino come protagonista del percorso di crescita ed educazione e quindi come contesto ideale per l’affermazione della sua identità”.

In occasione del 50esimo anniversario della nascita degli asili nido il Ministero dell’Istruzione ha presentato il documento “Orientamenti Nazionali per i Servizi Educativi per l’Infanzia”, realizzato dalla Commissione nazionale zerosei, il ministro Patrizio Bianchi in quell’occasione ha ricordato che il Governo ha scelto di destinare 2,4 miliardi ai nidi, risorse derivate dal PNRR.

“Gli investimenti destinati ai servizi alla prima infanzia e il documento presentato dal Ministero sugli orientamenti per i servizi educativi sui due ingredienti fondamentali per il rilancio delle politiche a favore dei nidi che hanno conosciuto un importante mutamento con la legge 107 del 2015, la “Buona Scuola” e con il decreto legislativo 65 del 2017 - commenta il direttore generale dell’Istituto Sabrina Breschi - Siamo felici come Istituto degli Innocenti di poter sostenere lo sviluppo dei servizi alla prima infanzia grazie anche al monitoraggio del sistema nidi che svolgiamo per conto del Governo a partire dal 2008 che ci mette nelle migliori condizioni per accompagnare questo percorso nelle sue diverse specificità territoriali. Anche in occasione del Trentennale della Convenzione Onu per i diritti dell’infanzia, con il Manifesto dell’Istituto degli Innocenti, abbiamo indicato come centrale il tema dello sviluppo del sistema integrato 0-6, che renda i nidi d’infanzia effettivamente accessibili a tutti, con l’affermazione del diritto all’educazione, garantito fin dalla nascita. Questo tema è incluso anche nel Piano di azione per l’infanzia e l’adolescenza (elaborato grazie al supporto tecnico-scientifico dell’Istituto degli Innocenti) che sta per completare l’iter di approvazione e che tra le sue 34 azioni specifiche indica il rafforzamento dell’accessibilità ai servizi educativi per i bambini da 0 a 6 anni”.