Aperto nel 2004 è uno dei centri Sprar che in Italia accolgono famiglie con bambini che fuggono dal loro paese per chiedere lo status di rifugiati.
08 August 2009
Villaggio La Brocchi

Shakia, poco più di vent'anni in attesa di un bambino e Muzi, suo marito, stavano per morire. Sono riusciti a scappare dalla Somalia dopo aver subito inaudite e inenarrabili violenze. Nel loro paese, da anni, è in atto una sorta di pulizia etnica alimentata dai signori della guerra che approfittano del vuoto istituzionale del paese africano.

Arrivati in Italia dopo un viaggio tormentato e pericoloso sono stati ospitati al Villaggio La Brocchi, uno dei centri di eccellenza per l'accoglienza di famiglie e con bambini che giungono nel nostro paese da situazioni tragiche. Come Shakia e Mizi, tanti altri che fuggono dalla guerra, dalle torture, dalla fame e vengono accolti nel Villaggio, a Borgo San Lorenzo, nel cuore del Mugello.

I migranti arrivano in un'oasi nella quale i bambini e le loro famiglie cariche di sofferenza e dolore possono dissetarsi, nutrirsi e riposarsi per alcuni mesi e proseguire il cammino con un po' di speranza per il futuro.

Quella del Villaggio è un'idea vincente nata nel 2000 in un tavolo istituzionale che vedeva seduti Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, Prefettura di Firenze, Comune di Borgo San Lorenzo, Istituto degli Innocenti, Comunità montana del Mugello e l'Associazione Progetto accoglienza.

La Casa di accoglienza. Il Villaggio La Brocchi, struttura immobiliare di proprietà dell'Istituto degli Innocenti, dopo i lavori di ristrutturazione durati diversi anni, nel 2004 ha aperto la Casa di accoglienza a famiglie migranti con minori. Sono locali dislocati su più piani con le cucine in comune, che possono ospitare fino a 5 nuclei familiari con bambini.

«Abbiamo accolto anche una famiglia afgana arrivata nel nostro paese nascosta dentro i tir - racconta Luigi Andreini, presidente dell'Associazione Progetto accoglienza che gestisce il ricovero dei migranti - ma la maggior parte arrivano sui barconi, o anche in aereo, con permessi brevi, in cerca di speranza e di fortuna. Di sicuro fuggono da torture e violenze di ogni tipo per chiedere asilo. In genere l'Italia è solo la prima tappa per stabilirsi in un altro paese europeo dove hanno parenti o amici ma alcuni rimangono».

Le storie di queste famiglie e di questi bambini sono pesanti. Il Kurdistan è uno dei paesi dai quali fuggono. Devrin aveva 9 anni e con suo fratello stava andando a scuola. Per la strada vide due uomini che accompagnavano suo padre verso casa sorreggendolo. Ricordò le parole del babbo: «Se mi vedi con degli uomini che non conosci e non sorrido, sono poliziotti». L'uomo, veniva spesso portato in caserma perché appoggiava il partito per l'indipendenza del Kurdistan; lì veniva trattenuto tutta la notte. Arrivati a scuola i bambini chiesero al maestro di poter tornare a casa. La trovarono vuota e devastata. La mamma si era rifugiata dai vicini e il babbo era stato riportato via. Lo ritrovarono una settimana dopo in un bosco legato a un albero. Fuggirono in Italia dove hanno ottenuto lo status di rifugiati.

Ma le risorse economiche per l'ospitalità dei migranti da dove arrivano? «Sono fondi stanziati direttamente dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali - spiega ancora Andreini - anche se arrivano nelle casse del Comune di Borgo, possono essere utilizzati solo per la Casa di accoglienza. Se non ci fosse il Villaggio con la struttura di accoglienza, questi fondi non potrebbero essere erogati dal ministero competente».

Il Villaggio La Brocchi è infatti parte di quei 130 centri Sprar (Servizio protezione rifugiati e richiedenti asilo) che in Italia si occupano dell'ospitalità dei migranti. Realizza un inedito modello di accoglienza temporanea per l'integrazione e l'autonomia delle famiglie immigrate con bambini. Gli ospiti possono rimanere per sei mesi e in caso di necessità possono richiedere una proroga di ulteriori sei mesi. Dal 2004 alla fine del 2008 la Casa ha potuto ospitare 18 nuclei familiari di 13 nazionalità per un totale di 63 persone tra le quali c'erano 32 bambini.

Non solo accoglienza. L'ospitalità e la protezione delle famiglie migranti con minori è forse l'attività più nota ma non l'unica. Il Villaggio, composto da varie strutture per un totale di 1840 mq e un ettaro di verde, ospita altre attività e iniziative.

Gli ospiti del Centro hanno la possibilità di partecipare a laboratori di tessitura e cucito o di falegnameria, possono occuparsi del giardino e seguire corsi di alfabetizzazione e di cucina italiana e spesso accade che avvengano degli scambi sui vari modi di cucinare o di panificare. Attraverso un accordo con dei fornai di Borgo, alcuni degli ospiti hanno imparato a fare il pane e qualcuno ha deciso di rimanere perché ha trovato lavoro come panettiere.

Il Villaggio è aperto verso l'esterno anche grazie ai servizi e ad alcune delle attività. Il Centro di documentazione interculturale di educazione permanente alla pace, collegato e in rete con la biblioteca di Borgo San Lorenzo, ha ospitato vari concerti, dibattiti e diverse mostre fotografiche inerenti al tema della migrazione e sui campi di sterminio.

Molti dei migranti che arrivano al Villaggio hanno subito orribili torture. Tra le iniziative più interessanti la conferenza di etnopsichiatria La clinica con i profughi e vittime di tortura con la partecipazione di Françoise Sironi, docente all'Università Paris VII e responsabile del Centro di Etnopsichiatria George Devereaux di Parigi. La studiosa, autrice del libro Torturatori e vittime (Feltrinelli Editore) ha sviluppato un metodo per la cura delle vittime di tortura.

La biblioteca del Centro di documentazione, con 3 mila pubblicazione e una cineteca di 90 titoli, è specializzata nell'apprendimento della Lingua 2 per i ragazzi immigrati. Ospita una mostra etnica di strumenti musicali e ha intenzione aprire una sezione specifica sull'etnopsichiatria.

Fanno parte della struttura del Villaggio anche una sala conferenze con 70 posti ricavata dalla ristrutturazione della chiesetta del Settecento, un'aula magna per la convegnistica con altre aule attigue, una foresteria con 16 posti letto e una sala polivalente utilizzata per i laboratori. Questa, a richiesta, con un'offerta, può essere utilizzata per feste di compleanno dei bambini che vivono all'esterno.

Le iniziative per bambini e famiglie di Borgo e dintorni ci sono tutto l'anno con cadenza quasi mensile: dalla festa della Befana a quella per il Carnevale, dalla Festa degli aquiloni al Gioco del rifugio per far capire ai bambini l'importanza della protezione e dell'asilo. Le ultime in ordine di tempo sono Cinema sotto le stelle (ogni giovedì dal 9 luglio al 13 agosto) e il 10 agosto, giornata del patrono di Borgo, Cena sotto le stelle...cadenti, iniziativa a offerta per finanziare le attività del Villaggio. La serata inizierà alle 20.30 e sarà animata da musica, balli e stelle cadenti. Alla fine sarà possibile assistere allo spettacolo pirotecnico organizzato dal comune di Borgo San Lorenzo. Da non dimenticare poi la cena annuale ospitata dall'Istituto degli Innocenti, anche questa per reperire fondi.

Progetti per il futuro. Con tante nazionalità e culture presenti al villaggio la preparazione del cibo è uno degli argomenti più interessanti del Villaggio. Allora ecco l'idea: un ristorante etnico. Le cucine e le sale per una cinquantina di coperti sono pronti e nella bella stagione sarà possibile gustare il pasto etnico in un giardino con ampia vista sull'Appennino.

«Il ristorante etnico è una di quelle iniziative che aprono ulteriormente il Villaggio verso l'esterno - dice Andreini - e serve come forma di finanziamento delle attività. L'apertura è prevista entro la fine dell'anno. Ma abbiamo anche un altro progetto: i corsi di lingua per i figli degli immigrati. Non si tratta di corsi di italiano. Sono molti i genitori immigrati che ci chiedono di organizzare questi corsi per fare in modo che i bambini non dimentichino la lingua madre».

Il premio. «Il Villaggio La Brocchi è un progetto pilota che in questi quattro anni di attività ha mostrato l'alto valore di una struttura di accoglienza per famiglie e bambini migranti - spiega Alessandra Maggi, presidente dell'Istituto degli Innocenti - fin dalla sua nascita l'Istituto lavora per la promozione della cultura e dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e in un mondo globalizzato come il nostro è importante portare la solidarietà a bambini e famiglie che fuggono da una situazioni di pericolo e di dolore. Accoglierli è importante per far loro recuperare la speranza per il futuro».

Il riconoscimento del prezioso lavoro è arrivato anche dal Dipartimento per Politiche della Famiglia: il Comune di Borgo San Lorenzo, per il progetto Villaggio La Brocchi, ha avuto una menzione speciale del Premio Amico della Famiglia 2007 e un premio di 30 mila euro. (sp)