Il progetto a cura dell’Istituto degli Innocenti e finanziato dalla Regione Toscana
16 November 2017

Poter sapere chi erano i propri genitori biologici, in quale ambiente si è nati e potersi avvicinare ai motivi per i quali si è resa necessaria l’adozione: l’esperienza e le ricerche degli ultimi anni hanno evidenziato l’importanza per ogni persona di comprendere la propria storia personale in ogni sua tappa. Nasce da qui il nuovo Servizio per le Informazioni sulle Origini (Ser.I.O.) curato dall’Istituto degli Innocenti.

Il servizio, finanziato dalla Regione Toscana, mette per la prima volta a disposizione, della persona che vuole ricercare le proprie origini un team di esperti - consulenti giuridici, psicologi, assistenti sociali, archivisti - in grado di guidare il processo di ricostruzione delle informazioni.

Il Servizio per le Informazioni sulle Origini (Ser.I.O.) si avvale della collaborazione fra i diversi soggetti del “sistema delle adozioni” toscano, in particolare, il Tribunale per i Minorenni di Firenze e di Genova, ma anche la rete dei Centri Adozioni di area vasta con i quali l’Istituto, attraverso le funzioni di Centro Regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, interagisce per il monitoraggio dei percorsi di informazione e sostegno ai protagonisti dell’adozione.

Il Se.RI.O ha il compito principale di fornire informazioni e consulenza alle persone interessate alla ricostruzione di storie personali e al reperimento di informazioni sulle origini personali e familiari, ma importante è anche accompagnare, mediare e dare sostegno, anche psicologico, a figli e genitori adottivi e a quelli biologici.

Le persone interessate a iniziare un percorso di ricerca delle proprie origini avranno la possibilità di rivolgersi a uno “sportello” (da contattare telefonicamente per fissare un colloquio su appuntamento) a cui chiedere le prime informazioni e il primo orientamento. L’équipe specializzata si incontrerà per definire un progetto sulle singole situazioni, senza mai sottovalutare quanto delicata possa essere l’esperienza di venire a conoscenza della propria storia e stabilire un contatto con i propri familiari di nascita.

“All’Istituto degli Innocenti appartiene un patrimonio immenso di informazioni sulle origini e le storie personali dei tanti bambini che hanno vissuto qui – spiega la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida – ma l’Istituto è anche un ente impegnato in azioni di ricerca e approfondimento sia sul fenomeno adottivo in generale che, in particolare, sul tema delle origini e per questo è il soggetto più adatto a elaborare un modello da valorizzare anche a livello nazionale”.

Aggiunge il direttore generale Giovanni Palumbo: “Questo progetto sperimentale realizzato grazie al supporto della Regione Toscana e dell’Assessore Stefania Saccardi è un unicum a livello nazionale e colma un vuoto lasciato dal legislatore (sono fermi in Parlamento vari disegni di legge) nell’ambito della definizione della disciplina procedimentale attuativa (richiamata dalla Corte di Cassazione) per consentire ai figli adottivi di ricercare le proprie origini”.

"Quello della ricerca delle origini è un tema molto delicato e complesso - commenta Stefania Saccardi, assessore al sociale della Regione – I figli adottivi che avevano desiderio di rintracciare le proprie origini e risalire ai propri genitori biologici si trovavano finora completamente soli in questa ricerca. Il servizio Ser.I.O. istituito dall'Istituto degli Innocenti mette a loro disposizione un team di esperti in grado di affiancarli e sostenerli in questo percorso. L'Istituto degl'Innocenti è da molti anni un partner istituzionale della Regione Toscana sul fronte delle politiche regionali in materia di sostegno alle famiglie, promozione della genitorialità, tutela dei diritti dei minori, monitoraggio delle condizioni in cui vivono i bambini, gli adolescenti, le famiglie con figli. Ben volentieri quindi abbiamo firmato questo accordo con l'Istituto, per supportarlo nell'attuazione del progetto Ser.I.O., anche con un sostegno economico".