27 October 2021

La storia dell’Istituto degli Innocenti è stata al centro dell’incontro avvenuto ieri, martedì 26 ottobre, nella sala Gatteschi della biblioteca Forteguerriana di Pistoia. L’evento, organizzato dagli Amici della Forteguerriana in collaborazione con la biblioteca e l’ente fiorentino, ha preso spunto dalla presentazione del libro di Giuseppe Sparnacci “Ordine et Governo. La grande famiglia degli Innocenti nel 1556. Uno studio da scritti inediti di Vincenzo Borghini” [Firenze, Istituto degli Innocenti, 2021], per fornire un approfondimento sulle fonti e sullo sviluppo dello Spedale.

Con un lavoro di trascrizione e analisi dei documenti e delle descrizioni lasciate da Vincenzo Borghini (Priore degli innocenti dal 1553 al 1580), grazie anche ad altri documenti coevi a questo priorato, conservati nell’Archivio Storico, l’autore del libro (membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto degli Innocenti), è riuscito a dare un quadro dell’organizzazione dell’allora Spedale. Grazie a questa documentazione si sono potute conoscere informazioni sull’organizzazione e sui luoghi utilizzati dalla “famiglia” degli Innocenti: dalla chiesa all’abitazione del Priore, situata in una posizione strategica per poter controllare e coordinare tutte le principali parti del complesso, dalle stanze per gli uomini dipendenti, che usufruivano del pernottamento in sede, a quelle adibite ai forestieri e lavoratori esterni, dagli spazi dei fanciulli a quelli per lo svolgimento delle diverse attività della comunità femminile coordinate da una Priora.

Gli Amici della Forteguerriana portano avanti, da due anni, un percorso di approfondimento sugli istituti di carità, assistenza e beneficenza attraverso tavole rotonde e presentazioni di libri tematici. È un percorso che aiuta a sottolineare le connessioni profonde esistenti tra territori, enti e persone diverse, tema particolarmente caro alla biblioteca Forteguerriana sia per un motivo legato alla conservazione di fondi (archivistici o librari) sia per una particolare vocazione al tema che ne ha caratterizzato la storia e l'evoluzione.
Il primo volume presentato dagli Amici della Forteguerriana è stato Le carte della follia. Gli archivi dei manicomi in Toscana di Elisabetta Angrisano; il secondo, Cause morali della follia e altri scritti di Agostino Sbertoli, a cura di Andrea Ottanelli.

La conferenza è stata aperta dal saluto della direttrice delle biblioteche e degli archivi comunali Maria Stella Rasetti, seguita dall’esperta di biblioteca della Forteguerriana Alessandra Toschi. Dopo una breve introduzione di Lorenzo Sergi, presidente ad interim degli Amici della Forteguerriana, dal titolo Un percorso tra le risorse documentarie degli istituti di carità, assistenza e beneficenza: connessioni fuori e dentro la Forteguerriana. E’ poi intervenuta Sabrina Breschi, direttore generale dell’Istituto degli Innocenti che ha parlato de L’Istituto degli Innocenti oggi, esito di sei secoli di storia. Ha completato il quadro l’intervento di Giuseppe Sparnacci, autore e consigliere di amministrazione dell’Istituto degli Innocenti, su L’Istituto e lo spaccato organizzativo esistente nella seconda metà del XVI secolo.

 “Sono orgogliosa di portare i saluti a nome dell’Istituto degli Innocenti e di poter promuovere il significativo lavoro svolto da Giuseppe Sparnacci, consigliere dell’Istituto, nonché grande appassionato e studioso della storia dell’antico Spedale degli Innocenti – con queste parole è intervenuta ieri durante l’evento, Sabrina Breschi, direttore generale dell’Istituto degli Innocenti. Nel suo volume Sparnacci, attraverso l’analisi dello scritto del Borghini, ci fornisce un quadro minuzioso della vita quotidiana dello Spedale degli Innocenti che nel 1556 era diventato un organismo molto complesso e che funzionava alla precisione per rispondere alle esigenze di un numero sempre maggiore di bambini e bambine accolti e assistiti. Il confronto fra la realtà attuale dell’istituzione e la rappresentazione del modello gestionale secentesco che scaturisce dalle pagine del Borghini, ci consente di cogliere l’incredibile continuità di identità e funzioni che caratterizza la storia degli Innocenti, capaci, nei secoli, di rinnovare ed adeguare le proprie azioni al mutare dei bisogni sociali, mantenendosi fedeli alla missione originaria”.

“Ringrazio il Comune di Pistoia e gli Amici della Forteguerriana per questa possibilità offerta, che si inserisce in un percorso di presentazione di istituti di accoglienza e beneficenza sul territorio, innescando un dialogo tra realtà ed istituzioni di diversa natura che hanno storicamente lavorato in questo senso, portando alla luce l’immenso patrimonio archivistico collegato a questi istituti – ha commentato l’autore del volume Giuseppe Sparnacci. Il mio lavoro, partito dai carteggi del Borghini, vuole mettere in evidenza come funzionava la ‘grande famiglia’ degli Innocenti al suo interno, ma anche i rapporti e le relazioni con diversi soggetti esterni (contadini, fattori che fornivano le materie prime o ancora con i bali che venivano all’Ospedale per riscuotere il salario dei bambini affidati alle cure delle loro famiglie) con cui lo Spedale collaborava. Per restituire un quadro completo di questo ‘modello Innocenti’, una macchina articolata che riusciva a funzionare alla perfezione, fondata su una visione laica dell’accoglienza, dove tutti i bambini e le bambine avevano diritto all’istruzione e si insegnavano anche materie artistiche, ritenute fondamentali dallo stesso Priore”.

«L’evento in programma è uno dei primi eventi in presenza che la Forteguerriana realizza, dopo l’allentamento delle misure a contrasto della pandemia – ha evidenziato Maria Stella Rasetti, direttrice delle biblioteche comunali di Pistoia –. Siamo dunque lieti di accogliere questo incontro con il quale gli Amici della Forteguerriana proseguono un percorso di approfondimento culturale avviato nel 2019, che si era interrotto a causa delle restrizioni, e che ora invece riprende felicemente, confermando il ruolo della biblioteca Forteguerriana come laboratorio speciale di ricerca e divulgazione della storia sociale, culturale, economica e politica del nostro territorio».