Il progetto europeo seguito dall'Istituto degli Innocenti per avvicinare i ragazzi alle professioni di cura
25 May 2017

Insegnante di scuola materna, infermiere, educatore, assistente sociale: le professioni che si occupano di cura alla persona sono oggi molto poco declinate al maschile. Colpa degli stereotipi e di un vecchio concetto di mascolinità che tende a escludere quei mestieri ritenuti “da donna” e che deve essere superato se si vuole realizzare un’uguaglianza di genere nella nostra società e permettere a ognuno di seguire le proprie inclinazioni e potenzialità.

Su queste basi nasce il progetto europeo Boys in Care, portato avanti in Germania, Austria, Slovenia, Bulgaria, Lituania e Italia da enti, tra i quali l’Istituto degli Innocenti, che si occupano delle tematiche legate alla parità di genere.

La prima occasione di confronto, per parlare di buone pratiche, di orientamento e prospettive è stato il seminario che si è svolto a Berlino dal 14 al 17 maggio.

“Importante è incidere sull’orientamento scolastico e professionale, spesso ragazzi e ragazze scelgono il mestiere per il loro futuro in base alle aspettative delle famiglie e alle pressioni sociali più che in base alle proprie inclinazioni – spiega Erika Bernacchi, ricercatrice all’Istituto degli Innocenti – Un buon numero di iniziative volte ad avvicinare le ragazze alle professioni tecniche e scientifiche sono state avviate, ora la sfida è quella di spiegare anche ai ragazzi il valore del lavoro sociale e far in modo che non siano precluse a nessuno le professioni cosiddette ‘di cura’”.

In Germania, capofila del progetto, una delle iniziative avviate nelle scuole vede rivolgere alle ragazze inviti a visitare officine e industrie e parallelamente inviti agli studenti a visitare asili nido e case di cura. “Una maggiore apertura del mondo del lavoro consente di eliminare quelle che in gergo si chiamano ‘segregazioni orizzontali’, in questa direzione si muovono anche le raccomandazioni dell’Unione Europea”, continua Bernacchi.

Il progetto Boys in Care parte da un’analisi della situazione nei diversi Paesi europei, per poi strutturare corsi di formazione per insegnanti e per coloro che si occupano di orientamento a scuola e infine realizzare iniziative che possano avvicinare i ragazzi alle professioni di cura.