01 April 2020

“La sfida di dover restare in casa è maggiore per i bambini che vivono in condizioni abitative precarie e per coloro i quali il pranzo consumato in ambiente scolastico era l’unico pasto caldo della giornata. Molte famiglie lotteranno per poter garantire un’adeguata istruzione in ambiente domestico. Siamo anche particolarmente preoccupati per i bambini che rientrano nel sistema di protezione dei minori e di come il COVID-19 possa influenzare l’assistenza sociale fondamentale e i servizi di supporto alle famiglie”. 

E’ quanto evidenzia Eurochild, la rete delle organizzazioni che si occupano di diritti dei bambini e dei ragazzi e di cui l’Istituto degli Innocenti fa parte, e che chiede ai suoi membri di tenere monitorato il modo in cui la pandemia e le relative misure del governo influenzino i bambini, la risposta della società civile e le politiche che potrebbero contribuire a tutelare i diritti dei bambini nell’immediato, nel breve e nel lungo periodo. 

Con la chiusura delle scuole in Europa, la capacità di supportare i bambini nell’apprendimento a distanza, da casa, varia enormemente sia a livello nazionale che tra gli Stati. “Assisteremo, - spiega una nota di Eurochild - purtroppo, ad iniquità, esacerbate dalla crisi, nei nostri sistemi educativi. Alcune scuole offrono eccellenti opportunità di apprendimento online, e le famiglie dovranno adattare la loro quotidiana tabella di marcia per assistere i loro figli.  Tuttavia, alcune famiglie non hanno neanche accesso a internet. E’ probabile che la crisi metta in luce profonde fratture nel nostro sistema di istruzione pubblica, dove la qualità è diventata sempre di più dipendente dall’ operato dei genitori”.

Conosciamo l’importanza che i primi mesi e i primi anni di vita del bambino hanno sul suo successivo sviluppo emozionale, fisico e cognitivo. Servizi per la prima infanzia, centri per le famiglie, assistenti sanitari possono rappresentare un’ancora di salvezza per le famiglie con bambini molto piccoli. Dichiara Eurochild: “Saranno, anche in questo caso, le famiglie più bisognose ad essere quelle meno in grado di fare fronte alla situazione senza tali servizi. Noi intensificheremo i nostri sforzi per assicurare che lo sviluppo della prima infanzia sia una priorità per i governi di tutta l’Europa. Un investimento pubblico efficace durante questo periodo critico è la chiave per rompere i cicli dello svantaggio. Non possiamo permetterci di perdere di vista tutto ciò in virtù di una prossima futura transizione dalla risposta alla crisi ad un futuro post COVID-19”.

I bambini collocati fuori dalla propria famiglia di origine sono una categoria particolarmente vulnerabile in questo momento. Tali minori fanno affidamento per il loro benessere su educatori e  assistenti sociali. “Mentre, comprensibilmente, gli operatori sanitari sono sotti i riflettori durante questa crisi, non dobbiamo dimenticare i caregivers o gli assistenti sociali che forniscono servizi essenziali, talvolta mettendo a rischio la propria salute o quella dei loro familiari”, e ancora mette in evidenza Eurochild: 

“La crisi e le sue conseguenze metteranno ancora maggiormente sotto pressione i sistemi di tutela dell’infanzia, i quali, in molti Paesi in Europa, hanno assoluto bisogno di riforme. Il rischio di violenza domestica potrebbe aumentare col protrarsi del periodo di isolamento in casa. Linee di assistenza telefonica e counseling online sono essenziali. Ma oltre alla crisi immediata, un sostegno alle famiglie completo e ben strutturato può aiutare a ridurre il rischio di negligenza o violenza sui minori. Sarà importante intensificare gli sforzi per porre fine all’istituzionalizzazione. I bambini collocati fuori dalla propria famiglia hanno bisogno di cura e sostegno personalizzati, che sono garantiti più adeguatamente dalle famiglie”.

Nel frattempo, mentre le notizie sul COVID-19 monopolizzano i media e si insinuano in ogni ambito delle nostre vite, le migrazioni e la crisi dei rifugiati non scompaiono. Aggiunge la nota di Eurochild: “Sosteniamo gli appelli di un’urgente evacuazione dei campi profughi presenti sulle isole della Grecia, dove situazioni disumane di sovraffollamento, sommate all’emergenza COVID-19, potrebbero provocare un disastro umanitario”

L’appello è a uno slancio di solidarietà delle comunità: “Se questa crisi può insegnarci qualcosa è proprio il senso di una vulnerabilità condivisa. Alimentiamo la  speranza, grazie allo slancio di  solidarietà nelle nostre comunità.  Molti dei membri della nostra rete sono impegnati nell’organizzazione della consegna di cibo e prodotti igienici alle famiglie in stato di necessità, creando risorse per aiutare adulti costretti in casa con bambini piccoli, o mediante assistenza ai governi su temi riguardanti l’impatto che hanno le misure di emergenza sulle famiglie e sui bambini”. 

Continua la nota di Eurochild: “Nell’ambito dell’Unione Europea, siamo testimoni dell’importanza cruciale del coordinamento e della cooperazione tra Stati membri in tema di interventi di sanità pubblica. Quando usciremo da questa crisi e faremo il punto sulle profonde ripercussioni a livello sociale ed economico, siamo certi che il ruolo dell’Unione Europea nella costruzione di una ripresa equa e sostenibile sarà più importante che mai. Ecco perché continuiamo ad insistere per un sistema di Garanzia Europea per l’Infanzia – una iniziativa che potrebbe aiutare, indirizzare e sostenere gli Stati membri e assicurare a tutti i bambini una crescita che garantisca pari opportunità”.

E’ importante il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi, cittadini di oggi a tutti gli effetti: “Traiamo ispirazione anche dai pochi leader mondiali che hanno preso l’iniziativa di comunicare direttamente con i bambini e con i giovani come parte della loro risposta alla crisi (Jacinda Ardern – Nuova Zelanda, Nicola Sturgeon – Scozia, Erna Solberg – Norvegia). I bambini non sono solamente “adulti in fieri”, sono veri e propri cittadini oggi. Se li consideriamo come tali condividendo con loro informazioni, incoraggiando le loro opinioni e coinvolgendoli nelle decisioni, potremo diventare una società molto più resiliente in futuro.  Un coinvolgimento diretto dei bambini nelle nostre attività ci conferisce maggiore forza”.

Conclude la nota di Eurochild: “Come rete paneuropea, Eurochild intende svolgere il proprio compito nel plasmare l’Europa che emerge da questa devastante pandemia. Saranno molti gli insegnamenti da trarre sulle modalità di risposta da parte dei nostri sistemi sociali, educativi, e sanitari ai bisogni dei più vulnerabili della società. Utilizzeremo questo tempo per riflettere con saggezza, per condividere e imparare gli uni dagli altri, traendo forza dalla vastissima esperienza dei membri della nostra rete, dai loro saperi  e  dall’impegno condiviso per realizzare i diritti dei minori”.