Nelle scuole di Livorno con il Centro infanzia e adolescenza
08 February 2012
Sbulloniamoci

«Ai genitori dei bulli dico di stare loro vicini per fargli capire che il bullismo non è una forza ma una debolezza».

Sono le parole dell'intervista rilasciata dal sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, ai ragazzi di Trool a conclusione dei laboratori sul cyberbullismo dell'anno scolastico 2010/2011.

Il lavoro nelle scuole di Livorno, visto il successo dei laboratori passati, è ripreso anche per l'anno scolastico in corso. I laboratori sul cyberbullismo promossi dal Ciaf-Centro infanzia e adolescenza “Edda Fagni” di Livorno e dall'Istituto degli Innocenti con il progetto Trool -Tutti i ragazzi ora on line sono già iniziati in 11 classi delle scuole medie “G. Borsi”, “G. Bartolena” e “G.Micali”.

Duecentocinquanta ragazze e ragazzi delle tre scuole medie inferiori stanno seguendo gli incontri – saranno sei di tre ore ciascuno per ogni classe – attraverso i quali potranno conoscere e capire meglio il cyberbullismo. Un tipo di bullismo molto più vigliacco che si nasconde dietro messaggi, spesso anonimi, con insulti e minacce spedite alla vittima con il pc via internet o con il cellulare e che feriscono in modo spesso più profondo.

I titoli dei temi sviluppati nei laboratori dell'anno scolastico in corso sono tre: “Sbulloniamoci”, “Cybernauta consapevole” e “Sono gigaconsapevole”. Il primo incontro avviene con gli psicopedagogisti che illustrano ai ragazzi cosa sono bullismo e cyberbullismo.

Lotar Sanchez è uno degli educatori di Trool che, insieme ad Adele Pontegobbi, cura gli incontri nelle scuole di Livorno e Lucca: «Il primo approccio con i ragazzi avviene attraverso il gioco e proporre la figura del clown funziona sempre. Per conoscerci, a turno bendati, si fanno giocare a riconoscere i compagni toccando lineamenti del viso (si chiama sistema sensoriale di Kim). Oppure ogni ragazzo porta un oggetto che lo rappresenta e, attraverso varie domande i compagni devono riconoscere a chi appartiene. Dopo questa fase si passa alla conoscenza e all'uso degli strumenti di lavoro: videocamera e  macchina fotografica. La pratica avviene facendo domande ai compagni con la videocamera per poter poi indagare sul cyberbullismo attraverso l'intervista».

Ma il lavoro degli educatori va oltre i temi dei laboratori. Ai ragazzi viene spiegato cosa è la legge sulla privacy e cosa è il diritto d'autore. Questo perché sappiano che per pubblicare un'intervista - nel loro caso su internet sul portale Trool.it - occorre avere l'autorizzazione delle persone intervistate e nel caso siano intervistati dei minorenni è necessaria quella dei genitori. Spesso i ragazzi scaricano immagini da internet e le pubblicano senza sapere che non sempre è possibile perché esiste il copyright attraverso il quale tutti i diritti sono riservati. Durante i laboratori viene spiegato loro che esiste la possibilità di utilizzare le foto con il Creative commons (CC), immagini che hanno solo alcuni diritti riservati, e viene loro indicato come fare.

Quindi inizia la raccolta del materiale sui temi trattati. Le interviste vengono registrate dai ragazzi divisi in gruppi quindi postate in un'apposita area multiblog del portale Trool.it. Gli intervistati sono gli insegnanti, i parenti dei ragazzi, ma a volte anche personaggi conosciuti come il comico Dario Ballantini o il calciatore della Juve Giorgio Chiellini che ha iniziato la carriera sportiva nel Livorno. Viene chiesto loro se sanno cosa è il bullismo e il cyberbullismo, se hanno mai subito episodi di bullismo e cosa direbbero a un bullo. A fine corso uno degli esperti dà lettura del lavoro svolto. Si tratta di un lavoro che oltre a far conoscere e fargli avere maggiore consapevolezza sui temi dei laboratori, li aiuta a prender confidenza con i nuovi media digitali.

A Livorno Trool, entro la fine del 2012, insieme alla Polizia postale, parteciperà anche al progetto “Internet sicuro”. Su questo tema sono previsti 13 laboratori di un'ora ciascuno in altrettante classi. (sp)

educazione media
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