07 April 2017

Sono quasi 815mila le alunne e gli alunni con cittadinanza non italiana che frequentano le scuole del Paese, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Rappresentano il 9,2% del totale della popolazione scolastica, un dato in linea con i bambini stranieri iscritti all’anagrafe italiana.

“Oltre il 10% dei minorenni iscritti all’anagrafe – ha sottolineato Anna Maria Bertazzoni, Direttore dell’Istituto degli Innocenti, intervenendo oggi nel convegno intitolato “Oltre la frontiera”, che ha riunito negli spazi del Museo scrittori, illustratori ed esperti di letteratura per l’infanzia – non sono cittadini italiani. E’ un problema particolarmente attuale, ma non è nuovo”.

“Tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento – ha continuato – quando le schiave che si trovavano per varie ragioni a Firenze partorivano, i loro figli diventavano automaticamente cittadini di Firenze. Una vicenda storica che dovrebbe far riflettere oggi”.

Secondo il rapporto presentato pochi giorni fa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca la quota degli alunni stranieri nelle scuole italiane è pressoché stabile: nell’anno scolastico 2015/2016 si registra solo lo 0.1% in più rispetto all’anno precedente. Circa un quarto degli alunni stranieri si trova in Lombardia (203.979), mentre sono Romania, Albania e Marocco le nazionalità maggiormente rappresentate. In crescita anche quelle asiatiche, in particolare la Cina e le Filippine.

In crescita il numero di alunne e alunne con cittadinanza non italiana ma nati sul suolo italiano, che rappresentano quasi il 60% del totale degli stranieri. Dal 2011 ad oggi l’incremento delle seconde generazioni è stato del 43,2%.

E sono sempre di più coloro che scelgono di proseguire gli studi dopo la scuola dell’obbligo: l’81% degli studenti di origine straniera nel 2016 ha optato per un percorso di scuola secondaria di secondo grado, mentre l’8,7% ha scelto un corso di formazione professionale regionale.

“Siamo determinati a fare della scuola e dell’università motori dell’integrazione e dell’accoglienza della diversità”, ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli in occasione della presentazione dell’indagine. Pronto il bando da 50 milioni di euro diretto agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, affinché potenzino le politiche di integrazione, sviluppando approcci relazionali e interculturali e creando nuove occasioni di socializzazione, anche nell’ottica di ridurre la dispersione scolastica.