23 September 2016
Giornata Rosa, celeste ... Arcobaleno

Ieri il Salone Brunelleschi dell'Istituto degli Innocenti ha ospitato la giornata di studio “Rosa, celeste … Arcobaleno”, promossa dall'Istituto e dal Centro regionale per le biblioteche per ragazzi in collaborazione con l'Associazione Famiglie Arcobaleno e l'Associazione Nosotras. Un evento molto partecipato, che ha rappresentato l'occasione per approfondire le tante sfaccettature del concetto di educazione alla parità di genere.

La giornata – rivolta a insegnanti, educatori, assistenti sociali, psicologi e altri professionisti che lavorano in ambito sociale ed educativo - si è articolata in due momenti: nella prima parte del pomeriggio si sono tenuti tre workshop, dedicati ai temi “Genere e intercultura”, “Famiglie omogenitoriali e pregiudizio”, “Genere, letteratura ed educazione”, mentre nella seconda parte del pomeriggio si è svolto lo spettacolo conferenza “Rosa Celeste. Dalla parte delle bambine e dei bambini”, di e con la ricercatrice Irene Biemmi e l'attrice Daniela Morozzi (accompagnate dalle musiche di Samuele Bucelli).

«L'obiettivo dell'iniziativa – ha spiegato Sabrina Breschi, direttrice dell'Agenzia Formativa Formarsi agli Innocenti – è duplice: da un lato offrire un'occasione di riflessione e confronto e dall'altro presentare risorse e opportunità di conoscenza e formazione che stiamo cercando di progettare».

Un aspetto, quest'ultimo, sottolineato da Antonella Schena, direttrice della Biblioteca Innocenti Library Alfredo Carlo Moro: «l'iniziativa si propone anche come occasione per conoscere il nostro parimonio e le risorse che possiamo mettere a disposizione di operatori e studenti».

Le riflessioni elaborate nel primo workshop hanno evidenziato che una delle preoccupazioni più sentite nel lavoro sul genere è quella di avere un atteggiamento giudicante nei confronti delle altre culture. Durante il workshop sono state affrontate anche altre tematiche molto importanti, come il linguaggio di genere e l'immagine delle bambine nella pubblicità. Dalla restituzione dei lavori sia del secondo che del terzo workshop è emersa, fra l'altro, l'esigenza di avere strumenti e saperi per poter lavorare sui temi dell'educazione alla parità di genere.

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