Al via il progetto del Ministero del lavoro rivolto agli adolescenti e realizzato con la collaborazione dell'Istituto degli Innocenti
12 May 2017

Un progetto tutto pensato dai ragazzi, che sia utile alla loro città, che serva loro a fare un’esperienza di alternanza lavoro e non solo. E' il traguardo a cui punta “Get Up” (Giovani ed esperienze trasformative di Utilità sociale e partecipazione), la proposta elaborata, su iniziativa dei referenti delle 15 città riservatarie (ex Lege 285), dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione rivolta agli adolescenti. La proposta ha obiettivi ambiziosi: vuole insegnare ai ragazzi a essere autonomi e responsabili nei confronti della loro comunità, metterli in comunicazione con i rappresentanti delle istituzioni cittadine e farli partecipare attivamente alla vita della città, ma anche far capire loro cosa davvero vogliono fare da grandi, sviluppando competenze e conoscenze spendibili nel mondo del lavoro. 

LE PRIME ADESIONI
La prima fase del programma, a cui l’Istituto degli Innocenti offre assistenza tecnica e scientifica, dopo un anno di elaborazione, è ora partita, con l’adesione di alcune delle città “riservatarie” (ovvero le città più grandi e “problematiche” in materia di infanzia e adolescenza a cui la legge 285 del ’97 garantisce una quota riservata del Fondo nazionale infanzia adolescenza), dal Nord al Sud d'Italia.

Dell’adolescenza le politiche pubbliche si sono occupate con meno organicità ed efficacia rispetto a quanto sia avvenuto per l’infanzia e la prima infanzia e da questa considerazione nasce la proposta di "Get Up" che sarà sviluppata a livello locale e che permetterà continui scambi e confronti tra le istituzioni.

LA SCUOLA AL CENTRO
Fulcro del progetto è la scuola che darà i giusti input agli studenti, tra i 14 e i 18 anni, che parteciperanno. E saranno gli insegnanti (che seguiranno un corso di formazione specifico) i tutor e i facilitatori che aiuteranno i ragazzi a mettere in pratica le loro idee. Per partecipare le scuole devono poter mettere a disposizione alcune aule in orario extrascolastico e nel periodo estivo, ma il progetto deve poter essere realizzato anche in orario scolastico. Ed è previsto un riconoscimento formale dell’esperienza che potrà valere come alternanza scuola-lavoro (obbligatoria per gli studenti con la legge della "Buona Scuola").
 


Le scuole superiori che parteciperanno a "Get Up" potranno scegliere se realizzare una “cooperativa scolastica” (che avrà un suo statuto, un suo consiglio di amministrazione, un’assemblea dei soci), o un progetto di “service learning” (una metodologia d’insegnamento che combina lo studio a scuola con l’impegno a favore della comunità locale).

Una cooperativa scolastica è ad esempio quella che in Trentino ha permesso a classi di un istituto per geometri di creare un sentiero che unisce due valli o ad altre classi di operarsi per l’eliminazione di barriere architettoniche. In Toscana una cooperativa scolastica ha invece lavorato alla realizzazione di accessori tramite materiali di scarto, in particolare jeans.

Con il service learning invece potrebbero essere creati ad esempio: un programma di doposcuola in un liceo delle scienze umane, un progetto di orti botanici con i ragazzi di un istituto agrario, un centro estivo dedicato ad anziani con gli studenti di un istituto socio sanitario.

Entrambi le vie, cooperativa scolastica o service learning, sono percorribili, quello che è importante è che siano i ragazzi a decidere cosa fare e soprattutto come farlo. Dovranno essere loro a organizzare il lavoro e a risolvere i problemi che si presenteranno. E il titolo del progetto diventa anche uno slogan: "Ragazzi, get up!".
 
Crediti Foto: Indire