Interzone, Uan e Guido progetti esempio di buone pratiche
29 March 2011
Giovani e alcol a Firenze e Toscana

“Five shuts, five euros”-Cinque bevute per cinque euro, è uno dei cartelli ben visibili sul marciapiede. Appare all'esterno di uno dei bar del centro di Firenze ma non è l'unico. Inviti espliciti che promuovono l'uso di alcolici, soprattutto rivolti ai giovani stranieri ma che i giovani fiorentini non disprezzano ogni tanto si vedono nei bar.

«L'alcol è il nuovo trend, il nuovo stile di consumo perché è legale, non viene sanzionato ed è trasportabile. I ragazzi di 14-16 anni giocano a chi beve di più come se uscendo da un momento educativo rigido si trovassero di colpo ad assaggiare la libertà. Vivono in una società che gli riempie tutta la giornata e si trovano in situazioni che non riescono a gestire come il binge drinking». Sono parole di Duilio Borselli, psicologo e psicoterapeuta, responsabile P.O. Dipendenze e Salute Mentale del Comune di Firenze.

Visto l'uso di alcol più disinvolto degli ultimi anni, alcuni progetti - gestiti dalla cooperativa sociale CAT di Firenze - cercano di fare prevenzione sull'abuso di alcolici e offrono informazioni e assistenza ad adolescenti e giovani per evitare situazioni di pericolo dovute al suo consumo.

I tre progetti-Interzone, Uan e Guido sono tre progetti interdipendenti attraverso i quali lavorano gli operatori di strada. Lo strumento principe, e anche il più efficace, è l'etilometro. Viene infatti usato come dispositivo preventivo per abituare i ragazzi a un uso più consapevole dell'alcol.

Interzone, promosso dall'ufficio Salute mentale e dipendenze del Comune di Firenze si muove sul territorio fiorentino, nei luoghi notturni di aggregazione giovanile spontanea e non. Si muove dai rave party - anche se negli ultimi tempi sono diminuiti - alle discoteche e promuove campagne informative sui rischi connessi all'uso di sostante legali e illegali ma informa anche sull'Hiv e sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Uan, acronimo di Interurban afterhours night (Orario oltre le ore notturne) è invece un progetto di intervento che prevede quelle che vengono chiamate zone di decompressione. Sono aree - dove è possibile interne – spesso all'esterno dei locali (gli operatori di strada utilizzano anche un camper) frequentati da adolescenti e giovani, in genere discoteche o locali notturni nei quali si bevono alcolici. Uno dei locali con zona di decompressione interna è la discoteca Viper (locale del Comune di Firenze gestito da privati) alle Piagge, area della periferia di Firenze. La decompressione consiste nel controllo volontario del tasso alcolemico con l'etilometro e nella possibilità di riposarsi e smaltire i fumi dell'alcol.

Alberto Lugli, coordina i lavoratori di strada della cooperativa sociale CAT: «I ragazzi hanno cominciato a bere in modo diverso. Da qualche anno non esiste più quella sorta di regola attraverso la quale si beve durante i pasti. Specialmente i giovanissimi cominciano a bere gli alcol-pops, bevande dolci e a bassa gradazione alcolica. Ora si beve dappertutto a qualsiasi ora anche se, bisogna dirlo, in Italia c'è un consumo di alcolici più responsabile che in altri Paesi».

Come Lugli, gli operatori di strada della cooperativa hanno ormai parecchia esperienza sul territorio. Lavorano in strada dal 1993 quando nelle strade e nelle piazze di Firenze e provincia girava soprattutto eroina. Lo spaccio è poi passato nei locali e lì si sono spostati anche loro. Oggi con una ventina di operatori una grossa parte del lavoro viene fatta - soprattutto la notte - sull'alcol grazie al sostegno economico della Società della Salute di Firenze centro e alla Società della Salute di Firenze Nord-Ovest e del Comune di Firenze.

«Interveniamo da mezzanotte alle sei di mattina nelle zone di decompressione con la distribuzione gratuita di bevande calde come thè. tisane, caffè solubile, succhi di frutta e acqua – spiega Marco, uno degli operatori di strada che da anni lavora sul territorio – qui abbiamo anche un'area chill-out (stacca) nella quale si possono fermare e riposarsi prima di tornare a casa. Un'idea presa in prestito da Inghilterra, Scozia e l'Irlanda. Qui oltre a fare il controllo volontario con l'etilometro, diamo informazioni sugli alcolici e sulle sostanze ma è possibile avere depliant informativi e profilattici gratuiti. Da qualche tempo veniamo chiamati con l'etilometro anche per le feste private perché il divertimento è collegato all'uso di alcol».  

Direttamente unito ai due precedente c'è il progetto Guido, operativo da gennaio 2010. Per i ragazzi che lo richiedono - perché non sono in grado di guidare a causa del tasso alcolemico oltre i limiti consentiti per legge - viene offerto un servizio di trasporto a casa con il pulmino mentre un altro operatore riporta a casa l'auto del proprietario.

Il lavoro di accompagnamento lo svolgono nel fine settimana con una media di 7-8 interventi. Ma il problema sono i ragazzi che hanno un tasso di 0,5g/l, quantità alcolica che proibisce la guida e in caso di mancato rispetto della legge, prevede un'ammenda da 500 a 2mila euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. I ragazzi con questo livello alcolico, a volte, non si rendono conto della pericolosità della guida perché anche non sono ancora ubriachi ma sono troppo disinvolti nel condurre l'auto.

Con il progetto Interzone, durante il 2010, sono stati contattati circa 4.500 giovani in chioschi, piazze, allo stadio e all'ippodromo oltre che nelle discoteche ed eventi come il Nextec festival. Circa il 40% avevano un tasso alcolemico di 0,50, per oltre il 35% era tra 0,5 e 1, aveva un tasso tra 1 e 1,5 alcolico quasi il 20% dei ragazzi e circa il 6% andava oltre 1,5. Sono stati fatti 78 interventi di primo soccorso.

Uan anche nel centro di Firenze-Il progetto Uan lo troviamo anche nel Centro storico del capoluogo toscano, in Santa Croce. Il luogo fisico nel quale operano è il Centro Giovani Java, in Via Pietrapiana che il pomeriggio funziona come centro giovanile e, da febbraio 2010, la notte – dalle 2.00 alle 6.00 - nei fine settimana diventa punto di riferimento i ragazzi che frequentano le discoteche e i locali del cuore della città. Anche qui i ragazzi possono riposarsi sui divani e vengono distribuite gratuitamente bevande calde e acqua.

«Abbiamo tra le 70 e 80 presenze a notte – racconta Marco – L'affluenza maggiore è dopo le 4.00 quando chiudono i locali. In molti fanno il controllo etilometrico che oscilla tra 0,5g/ e 0,8g/l. Siamo gli unici in Italia e, da altre regioni, ci chiedono informazioni su come gestire questi spazi».

Per capire meglio gli effetti del tasso alcolemico nel sangue ci parlano le tabelle pubblicate dalla ricerca “Guida, bevande alcoliche e traumi stradali nei Pronto soccorso dell'area fiorentino (2003-2007)” dall'Agenzia regionale di sanità della Toscana. Con 0,5g/l c'è disabilità alla guida per il 25-30% dei conducenti mentre a livello 0,8-1,2 abbiamo compromissione della coordinazione oculo-motoria, riduzione della sensazione di rischio, riduzione dell'adattamento all'oscurità e disturbi dell'equilibrio. Tra 1,3 e 1,5 c'è ubriachezza, disabilità alla guida al 100% e incapacità di valutazione delle distanze.

Dall'indagine “Incidenti stradali, alcool e giovani” presentata alla provincia di Firenze a novembre 2010 risulta che l’alcool è la sostanza più usata e tra i 1.250 ricoverati a causa di un incidente stradale la ricerca ha stimato che il 9,5% era positivo ad alcol e droghe. Il 50% dei pazienti ricoverati per incidente stradale è nella fascia d'età 18-35 anni.

Durante il periodo giugno/dicembre 2010 nel centro di Firenze sono stati contattati dal progetto Uan quasi 1.700 ragazzi e ragazze la maggioranza dei quali (40%) tra 20 e 25 anni seguiti dalla fascia 26-35 anni (37%) mentre la fascia d'età 15-19 anni ha quasi toccato il 9% del totale. Durante l'apertura di ogni Uan circa il 29% aveva un tasso alcolemico fino a 0,50, quasi il 50% lo aveva tra 0,50 e 1 e oltre il 20% tra 1 e 1,50.

Peer education con la New York University-La cooperativa CAT è stata contattata da alcuni docenti della NY University di Firenze per cercare di prevenire il consumo smodato di alcolici da parte di alcuni studenti americani. Ne è nato il progetto Peer education che con il programma Uan, durante il mese di aprile 2011 prevede una serie di serate musicali durante le quali i giovani verranno informati sull'uso degli alcolici e delle sostanze. Saranno tre serate jazz che si terranno il mercoledì al Centro Java dalle 21.00 alla 24.00 con la presenza di mediatori linguistico culturali da affiancare al personale della cooperativa.

Safe Night per l'estate-Con l'arrivo della bella stagione sta per partire il progetto Safe Night (Notte Sicura). Verrà lanciato nel mese di aprile 2011 tra gli strumenti utilizzati ci sono anche videoclips girati dai centri giovanili. «Il materiale è stato preparato soprattutto a fini preventivi evitando il messaggio morale – spiega ancora Marco – intende dare consigli pratici in caso di pericolo: che fare se il tuo amico sta male?».

Per il momento è stata creata una rete con una quindicina di associazioni e durante la prossima estate, nei luoghi di vacanza, i ragazzi che lo vorranno, potranno avere i videoclips, via bluetooth, direttamente sul proprio cellulare. (Sandro Pintus)

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