L’iniziativa della Fondazione Istituto degli Innocenti Onlus
11 July 2018

Un progetto per restaurare e valorizzare i “segni” che i bambini accolti all’Istituto degli Innocenti avevano spesso nelle fasce o appesi al collo, segnali che i genitori lasciavano con l’idea di poter riconoscere i figli quando un giorno sarebbero andati a ricercarli.
Il progetto di restauro dei segnali è una delle iniziative promosse dalla Fondazione Istituto degli Innocenti Onlus che sostiene tra le altre cose le attività di valorizzazione del patrimonio storico dell’Istituto.

L’Archivio storico dell’Istituto conserva infatti circa 36.000 segnali di riconoscimento risalenti al XIX secolo. Si tratta di piccoli oggetti di varia natura, spesso monete, medaglie, croci, brevi, monili, oggetti interi o divisi a metà. I segnali erano descritti minuziosamente nei registri ed erano scrupolosamente conservati per permettere il riconoscimento del bambino che, con l’abbandono da parte dei genitori, perdeva il legame e l’identità familiare.

Migliaia di piccoli oggetti di poco valore costituiscono un patrimonio materiale e immateriale di grandissima importanza per il loro significato simbolico, sociale e culturale, che racconta qualcosa del comportamento e dei sentimenti dei genitori che affidavano i bambini all’Istituto e di come la struttura accoglieva da subito i piccoli.

L’uso di lasciare un segno di riconoscimento addosso ai bambini era una pratica antica e diffusa e oggi una rete di brefotrofi europei, di cui fa parte anche l’Istituto degli Innocenti, sta promuovendo un processo di candidatura all’Unesco per l’inserimento dei segnali nella Lista Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Per portare avanti la candidatura è però necessario che ogni istituzione proceda all'inventariazione e alla digitalizzazione degli oggetti e alla fruizione dei dati sul web.

Circa 150 dei segnali posseduti dall’Istituto degli Innocenti sono stati inventariati ed esposti nel Museo degli Innocenti. Il resto è conservato da circa due secoli in scatole nell’Archivio storico. Ogni singolo segnale è avvolto in un pezzetto di carta su cui è scritto il numero di riferimento del bambino a cui appartiene. I pacchettini di carta sono ordinati e conservati in scatoline di legno (una o due per ogni mese dell’anno), contenute in scatole più grandi che raccolgono i segnali di un intero anno.

Il passare del tempo e l’alluvione di Firenze del 1966 hanno danneggiato alcune scatole, carte e oggetti, tanto che oggi è difficile aprire i pacchetti senza rovinare in parte gli oggetti, mentre le scritte stanno sbiadendo. Per conservare e valorizzare i segnali serve quindi intervenire attraverso il restauro, l’inventariazione, la digitalizzazione delle informazioni e la collocazione degli oggetti in arredi adatti a conservarli correttamente.

In seguito sarà possibile approfondire lo studio dei segnali valutandone la diffusione e le diverse tipologia, la relazione con i costumi locali e con le pratiche religiose/devozionali, tutti elementi, questi, che ci possono aiutare a fare luce anche sui costumi sociali e sulle storie di genitorialità sofferta.