Uscita l'indagine 'Cittadini e nuove tecnologie'
02 January 2014

Sono gli under 18 a rendere le famiglie italiane più tecnologiche, almeno secondo l'ultima indagine Istat  su 'Cittadini e nuove tecnologie', dalla quale appare evidente che le famiglie con almeno un figlio minorenne hanno maggior familiarità con il pc e con il web.
Ma non è questo l'unico gap che emerge dall'indagine relativa all'anno appena concluso, infatti permangono digital divide sia geografici che di genere ch generazionali, infatti mentre le famiglie del Centro-nord che possiedono un computer sono il 65,4% quelle del sud sono il 57,2% e se al nord il 63,3% ha una connessione, al sud ce l'ha il 55%.
 
Inoltre tra uomini e donne sussiste uno scarto del 10% a sfavore delle donne che utilizzano di meno il pc e navigano in rete più raramente e ancora, se gli utilizzatori più assidui delle tecnologie sono i giovani tra i 15 e i 19 anni, sfiorando il 90%, dalla parte opposta ci sono gli over 65 con una media del 18, 9 % che crolla a 3,5% dopo i 75 anni.
 
Ma la cosa più interessante è che i ragazzi tra i 15 e i 24 anni hanno maggior fiducia nelle proprie competenze tecnologiche rispetto alle altre fasce d'etá, chiaramente si fa riferimento ad operazioni estremamente semplici come fare un copia-incolla oppure fare ricerche sui motori di ricerca, spedire email con allegati o postare messaggi in chat e forum.
Sarebbe quindi necessario definire in maniera più chiara e con linee guida europee quali siano le competenze digitali per riuscire così a comprendere l'effettiva conoscenza tecnologica dei 'nativi digitali' italiani.
 
Sono comunque i più giovani che avvicinano l'Italia alla media europea nell'indagine sulla diffusione delle ITC presso le famiglie europee, infatti l'81% degli italiani tra i 16 e i 24 anni si connette al web tutti i giorni contro una media europea dell'84%, ma nonostante questo l'Italia resta 21esima tra i 27 paesi dell'Unione.

Un'altra notizia poco confortante è che si continua a connettersi poco da scuola e il luogo di utilizzo principale del pc resta sempre la propria abitazione, questo fa sì che nella maggioranza dei casi le uniche informazioni che i bambini ricevono sul corretto utilizzo delle tecnologie le ricevono dai propri familiari.
Chiaramente da questo deriva un gap sociale che, per quanto in diminuzione, persiste tra bambini con almeno un genitore laureato e quelli con genitori con licenza elementare, i primi infatti hanno utilizzato il pc nei tre mesi precedenti l'intervista per il 68,2% mentre i secondi lo hanno fatto per il 52,6%.
 
È evidente che soltanto la scuola potrebbe colmare questo gap sociale non solo con l'introduzione nelle classi di un'adeguata strumentazione tecnologica, ma anche con la formazione degli insegnanti all'utilizzo delle nuove tecnologie per l'insegnamento e con l'introduzione dell'educazione ai media in maniera trasversale a tutte le materie scolastiche. (francesca conti)

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