Secondo i dati dell'Istat quasi il 20 per cento dei ragazzi tra gli undici e i diciassette anni ammette di aver subito prepotenze in maniera assidua, più colpite le femmine rispetto ai maschi
22 December 2015

In Italia oltre un ragazzo su due, nel corso del 2014, è stato vittima di bullismo. Da un report diffuso dall'Istat, con riferimento a interviste svolte nel 2014, emerge infatti che il 52,7 per cento dei ragazzi è stato preso di mira dai bulli negli ultimi 12 mesi.

Quasi il 20 per cento dei ragazzi tra gli undici e i diciassette anni ammette di aver subito prepotenze in maniera assidua, cioè una o più volte al mese. Circa uno su dieci (9,1%), invece, ha subito atti di bullismo con cadenza settimanale.

Da questo quadro emerge che le vittime sono per lo più ragazze giovanissime (11-13 anni) e residenti al nord. E le femmine sono più spesso anche bersaglio di cyberbullismo, ovvero il bullismo compiuto attraverso il web e le nuove tecnologie. Il 7,1% delle 11-17enni, infatti, che si collegano ad Internet o dispongono di un telefono cellulare sono state oggetto di vessazioni continue tramite Internet o telefono cellulare, contro il 4,6% dei ragazzi.

Un altro dato chiaro è che le vittime assidue di soprusi raggiungono il 23% tra gli adolescenti che risiedono nel Nord Italia: sono oltre il 57 per cento i ragazzi oggetto di prepotenze residenti nelle regioni settentrionali contro una quota inferiore al 50% nel centro e al sud. In generale, il rischio bullismo diminuisce con l'aumento dell'età: il 22,5% degli 11-13enni è vittima di vessazioni continue, rispetto al 17,9% dei 14-17enni. Ad incidere è anche la zona di residenza: in aree molto disagiate si registra la quota più elevata di vittime (23,3%) di prepotenze assidue.

Le prepotenze più comuni consistono in offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l'aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%). Aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni sono denunciate dal 3,8% dei ragazzi. Il 16,9% degli 11-17enni è rimasto vittima di atti di bullismo diretto, caratterizzato da una relazione vis a vis tra la vittima e bullo e il 10,8% di azioni indirette, prive di contatti fisici. Tra le ragazze è minima la differenza tra prepotenze "dirette" e "indirette" (rispettivamente 16,7% e 14%). Al contrario, tra i maschi le forme dirette (17%) sono più del doppio di quelle indirette (7,7%).

Sul fenomeno incide anche il tipo di studi: tra gli studenti delle superiori, i liceali sono in testa (19,4%); seguono gli studenti degli istituti professionali (18,1%) e quelli degli istituti tecnici (16%).
63,3%

Infine, il 26,7% dei ragazzi dichiara di avervi assistito una o più volte al mese. Di fronte a queste vessazioni - conclude l'Istat - il 65% degli intervistati pensa sia opportuno chiedere aiuto ai genitori.

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