L'analisi delle diverse forme di violenza subite dalle più giovani nella nuova edizione del rapporto di Terre des hommes
23 October 2013

Nell'Asia meridionale il tasso di mortalità delle femmine entro i 5 anni è più alto di quello dei maschi. In Italia bambine e adolescenti sono l'85 per cento delle 689 vittime minorenni di violenza sessuale nel 2012. I dati, tratti dal dossier "La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2013", mostrano come la violenza sia un fenomeno che colpisce in misura maggiore le più vulnerabili: le bambine e le ragazze.

Il rapporto, alla sua seconda edizione, è curato da Terre des hommes ed è stato presentato il 10 ottobre scorso, a Roma, durante una conferenza organizzata dalla fondazione milanese alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine istituita dall'Onu, che si celebra l'11 ottobre in tutto il mondo.

Questi i temi su cui si concentrano i sei capitoli del volume, una fotografia aggiornata sulle violazioni dei diritti delle minori che oltre ai dati riporta anche racconti e testimonianze di operatrici e giovani donne vittime di violenze e maltrattamenti: gli infanticidi, la malnutrizione e la mortalità materno-infantile, le mutilazioni genitali femminili, il mancato accesso all'educazione, lo sfruttamento domestico delle bambine e i femminicidi.

La presentazione del dossier - realizzato nell'ambito della campagna "Indifesa", lanciata da Terre des hommes l'anno scorso in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e riproposta quest'anno durante l'incontro del 10 ottobre - è stata l'occasione per indagare le dimensioni di abusi e discriminazioni che colpiscono bambine e ragazze in tutto il mondo, ma anche per riflettere su argomenti strettamente legati al tema della violenza subita dalle giovani: gli stereotipi di genere, purtroppo ancora profondamente radicati nella nostra società, e la povertà, un fenomeno che non comporta solo disagi economici e coinvolge soprattutto le famiglie con figli minori.

Alla conferenza, ospitata dalla Sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono intervenuti, fra gli altri: Maria Cecilia Guerra, viceministro al lavoro e alle politiche sociali con delega alle pari opportunità, Filomena Maria Fotia, esperta della segreteria del sottosegretario all'istruzione Marco Rossi Doria, e Vincenzo Spadafora, Garante per l'infanzia e l'adolescenza. La seconda parte dell'incontro ha dato spazio alle testimonianze di Josefina Condori Quispe, che nel 2008 ha ricevuto il World's children's prize e quest'anno è stata insignita del Freedom award 2013 per la sua lotta contro la schiavitù delle bambine domestiche in Perù, di Maud Chifamba, studentessa universitaria tra le 20 giovani donne più influenti d'Africa secondo Forbes e di altre note attiviste per i diritti delle bambine e delle ragazze.

Il 12 giugno scorso il nostro Paese ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), mentre l'11 ottobre il recente decreto legge in materia di sicurezza e per il contrasto alla violenza di genere, che contiene disposizioni importanti anche in tema di violenza assistita (cioè la violenza commessa in presenza di minori), è stato convertito in legge. (bg)