Si fa un contratto per far arrivare le docce di raccolta delle acque, il cui numero totale è di ben 224:

Govanni di Bernardo stoviglaio a Santo Lorenzo de avere per questi doccioni per mettere nelle mura auti da lui chome rimasi d’achordo co lui per denari 14 l’uno et Giorgio di Nicholo di Damte vene a dire me ne dessi quelli mi bisognasino et quivi appresso scriverò tutti quelli che ci darà e inchomincamo insino a dì XIII d’aghosto 1420 e non se ne farà altra scrittura [segue il numero e il giorno dei doccioni ricevuti]

(AOIF, Primo libro di conti dell’Edificazione del nostro Spedale seguite l’anno 1419 e 1420, n. inv. 3641, c. 34r)