L'Istituto degli Innocenti a fianco del Garante per l'infanzia della Toscana contro il discusso cartellone comparso a Grosseto che incita alla scelta veg
02 March 2013

"Crediamo non siano più tollerabili strumentalizzazioni del corpo e dell'immagine dei bambini come quella comparsa nella campagna realizzata da alcune associazioni vegane a Grosseto". Alessandra Maggi, presidente dell'Istituto degli Innocenti, esprime la propria contrarietà alla recente campagna choc che dovrebbe promuovere la dieta vegana.

Si tratta di un'affissione che sfrutta la foto di un bambolotto, con sembianze di neonato, fatto a pezzi e incartato come cibo da banco. Lo slogan accanto recita: "Chi mangi oggi?"

La storica istituzione fiorentina, da sempre attiva a fianco dei bambini, appoggia completamente la posizione del Garante per l'infanzia della Regione Toscana, Grazia Sestini, che in un comunicato ha oggi pesantemente criticato una tale uso del corpo infantile a scopi pubblicitari.

"Anche se la foto ritrae una bambola, l'obiettivo del messaggio è chiaro: sfruttare le sensazioni comunemente trasmesse dall'immagine di un neonato: tenerezza, innocenza, fragilità. Si tratta di una pesante violazione di diritti fondamentali del bambino, e come tale non può passare sotto silenzio - prosegue Maggi. Da tempo ormai assistiamo al proliferare di messaggi che adottano questa tecnica. Il bambino adultizzato e commercializzato, reso consumatore o oggetto passivo. Il bambino è un "facile persuasore" nelle campagne dirette agli adulti, magari ai genitori. Ma i più piccoli non hanno modo di replicare e per questo sono uno strumento perfetto, muti e aggredibili da parte di una comunicazione disattenta e urlata.

Come istituzione da secoli impegnata nel dar voce all'infanzia e ai suoi diritti – conclude la presidente degli Innocenti - appoggiamo pienamente ogni azione che il Garante per l'Infanzia della Regione Toscana vorrà intraprendere per incentivare le sanzioni verso questo genere di sfruttamento e garantire i diritti dei cittadini minorenni, compreso quello a una corretta rappresentazione." (fr.cop)