Fino al secolo scorso l'antropologo era un ricercatore che girava il mondo alla scoperta di popoli e tribù lontane.
21 February 2011
Mamme 2.0

Fino al secolo scorso l'antropologo era un ricercatore che girava il mondo alla scoperta di popoli e tribù lontane. Uno studioso che si calava nella realtà del suo studio, viveva insieme alle tribù e cercava di comprenderne abitudini e comportamenti. Ancora oggi l'antropologo utilizza questo metodo, l'etnografia, ma il suo campo di studi dal momento della nascita del web si è decisamente ampliato, perchè internet e i suoi utenti sono moderne tribù che condividono stili di vita, interessi e codici culturali al di là della nazionalità, del ceto sociale e del livello di educazione. L'etnografia digitale o netnografia come è stata definita da Robert Kozinets, antropologo canadese che si occupa di marketing tribale e di Consumer Culture Theory, è il metodo di studio utilizzato dal neonato Centro Studi di Etnografia Digitale che ha appena presentato la sua prima ricerca realizzata su una web tribe, quella delle mamme 2.0.
La ricerca, realizzata da un team italo – danese composto da antropologi, esperti di marketing e del web, sociologi dei consumi e presentata a Roma durante la Social Media Week, ha analizzato in un mese e mezzo circa 2500 conversazioni di pre e neomamme all'interno di alcuni forum a loro dedicati come "forum.alfemminile.com", "it.answers.yahoo.com", "forum.pianetamamma.it" etc. Sono stati eclusi dalla ricerca i blog, perchè si cercavano luoghi virtuali dove la comunicazione fosse paritetica e non top-down e i social network, ritenuti dai ricercatori poco frequentati dalle mamme 2.0.
Dato che ogni tribù fa una narrazione di sé e si riconosce in questa rappresentazione, i ricercatori hanno individuato alcuni stilemi e figure narrative condivisi dalle mamme 2.0. Per cominciare le mamme in rete si rappresentano come vere e proprie esperte di maternità e si scambiano consigli alla pari, grazie a internet sono loro ad avere la prima e l'ultima parola sulla maternità mentre finora erano state esclusivamente oggetto della discussione da parte di esperti come pediatri oppure dei familiari. Come osserva Ann Kaplan, sociologa e autrice del libro Motherhood and Representationthe mother is spoken, rather than speaking”.
Inoltre la ricerca ha individuati altri due stilemi: quello definito il lato oscuro della maternità costituito dai racconti condivisi sul dolore fisico e morale conseguente al divenire madri, mentre il lato luminoso è quello della felicità e dell'amore per i figli.
La tribù delle mamme ha costruito anche la figura narrativa del nemico esterno che è quella maritale destritta come assente, disattenta e conflittuale.
Le mamme 2.0 nelle discussioni hanno il duplice status di richiedente aiuto e di soccorritrice, questo fa sì che tutte le partecipanti siano sullo stesso piano di autorità, il forum è quindi uno spazio di discussione libero paritario e non giudicante, nel quale la tribù delle mamme decostruisce vecchi e nuovi stereotipi della maternità permettendo alle partecipanti di prendere coscienza di se stesse e di essere autonome senza però essere sole.

La ricerca è ovviamente e volutamente parziale sia perchè nata da una ricerca di marketing quindi orientata ai beni di consumo per i bimbi e per le neo mamme sia perchè esclude tutta l'area delle mamme blogger che invece sono numerose e molto seguite in Italia. Ma la peculiarità della ricerca è il fatto di essere gratuitamente scaricabile, in continua evoluzione e volutamente aperta alle critiche e ai commenti degli utenti; sono particolarmente interessanti per i ricercatori proprio le opinioni delle mamme blogger, che nella seconda fase della ricerca verranno intervistate, opinion maker in grado di influenzare il pensiero delle altre mamme. Ma l'idea di vedere nelle mamme una tribù che decostruisce vecchi stereotipi sulla maternità e cerca nuovi modelli condivisi è qualcosa di nuovo che affiora proprio grazie alla dimensione partecipativa e democratica del web. Sarà interessante seguire il percorso di queste mamme 2.0 che per il momento sono madri di figli di pochi mesi o pochi anni, e rendersi conto se il loro continuo confrontarsi approderà anche ai temi dell'educazione e ad una riflessione sul ruolo dei genitori nei confronti delle altre agenzie educative, in prima battuta della scuola. (francesca conti)

Sito del Centro Studi Etnografia Digitale

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