Dal 30 June 2017 al 30 June 2017 -
Luogo: 
Italia
Tipo progetto: 
Internazionale

Il rapporto realizzato dall’Istituto degli Innocenti, in collaborazione con l’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze dell’Educazione e Psicologia, ha preso in esame i progetti messi in piedi dal 2009 al 2016 per contrastare il fenomeno del bullismo. La mappatura degli interventi è stata realizzata sulla base di una serie di database scientifici (Scopus e Web of Science), la banca dati dei progetti ex legge 285/97, i database Europei CORDIS, Daphne ed Erasmus Plus e i contatti con i ministeri e le associazioni competenti.

I risultati della ricerca
Il 40 per cento ha riguardato bambini e adolescenti di età compresa tra 11 e 18 anni. Il 20 cento degli interventi sono rivolti sia ai bambini, che agli adolescenti fino ai 18 anni. Infine, una piccola parte (4 per cento) è indirizzata solo ai bambini di scuola elementare (6-10 anni).
I programmi di intervento sono stati condotti principalmente a scuola (63,5 per cento dei casi) e hanno adottato diverse metodologie, dagli incontri di sensibilizzazione alle attività psico-educative. Solo alcuni dei programmi hanno combinato le diverse componenti e hanno utilizzato materiali e protocolli standardizzati.  I genitori sono stati inclusi nel 32 per cento dei progetti, mentre gli insegnanti nel 47 per cento dei casi.

La maggior parte degli interventi è stata condotta in contesti urbani e ha coinvolto poche scuole (non più di dieci) mentre una minoranza è stata condotta su più larga scala: il 4 per cento dei progetti era pensato per più di 20 scuole, il 13 per cento coinvolgeva tra i mille e i tremila bambini e ragazzi. Rispetto alla durata degli interventi, la maggior parte dei progetti esaminati sono stati portati avanti per un periodo di tempo limitato (circa un anno o meno di un anno) e solo una minoranza è stata sistematicamente valutata.

Solo due programmi di intervento (KiVa e Notrap!;) hanno adottato un approccio basato sull’evidenza scientifica e una minoranza è stata condotta su scala nazionale ( GenerazioniConnesse e Una Vita da Social).

Dal rapporto risulta che i progetti più efficaci sono quelli che coinvolgono tutti gli alunni e il personale scolastico, incoraggiano gli studenti che assistono al bullismo ad aiutare i coetanei e promuovono l'empatia nei confronti della vittima.

I progetti analizzati
    •    Notrap!, ideato e sperimentato dal Laboratorio di Studi Longitudinali in Psicologia dello Sviluppo dell'Università di Firenze, coordinato da Ersilia Menesini
    •     KiVa, basato su dati di ricerca e sviluppato all’Università di Turku, Finlandia, con finanziamenti del Ministero dell’Educazione e della Cultura
    •    Generazioni Connesse, co-finanziata dalla Commissione Europea, coordinato dal Miur
    •    Tabby Trip in Europe, supportato da Daphne UE Programme e promosso dal Miur
    •    M.V.B. Mi voglio bene, progetto socio-educativo nato nel 2011 a Milano dalla collaborazione tra l’associazione Un Naviglio per I Minori e l’Istituto magistrale G. Agnesi
    •    "ABSAE - Addressing Sexual Bullying across Europe"
    •    "School-based expressive writing intervention"
    •    "Bulli di Sapone"
    •    "Su la testa"

 

 

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