09 November 2016

“Abbiamo bisogno di politiche che stimolino un maggior protagonismo responsabile e competente da parte dei Comuni: le mense, come i nidi, il trasporto scolastico e il tempo pieno sono elementi fondamentali per qualificare la formazione”. E’ quanto dichiara Aldo Fortunati, responsabile dell’Area Educativa dell’Istituto degli Innocenti, all’indomani della ricerca “(Non) tutti a mensa 2016” realizzata da Save The Children, in base alla quale risulta che il 40% delle scuole primarie e secondarie di primo grado in Italia sono prive del servizio mensa.

“La situazione delle mense - continua Fortunati - riflette le criticità che abbiamo rilevato nel monitoraggio nazionale degli asili nido. C’è una forte disparità nelle possibilità di accesso ai servizi per l’infanzia a seconda di dove un bambino ha la fortuna o la sventura di nascere. Le differenze territoriali sono molto forti e sono legate – nel caso dei nidi – alla mancanza di una politica nazionale e a un comportamento molto diversificato e variegato da parte degli Enti locali che promuovono questi servizi”.

“La ricerca di Save The Children fotografa la stessa cosa: i nidi, come le mense, il trasporto scolastico e il tempo pieno, dipendono dalla capacità dei Comuni di provvedere a questi servizi. Che sono ben più di servizi di supporto al funzionamento scolastico”.  

“Non sono invece pienamente d’accordo con l’altro aspetto che mette in rilievo Save The Children – continua Fortunati, commentando i dati della ricerca – cioè che la mensa rappresenti un presidio fondamentale per garantire la corretta nutrizione dei bambini piccoli. E’ vero che in Italia registriamo indicatori di povertà in crescita, ma la situazione non è così critica. Ma non va comunque sottovalutata l’importanza di un investimento più forte in servizi che accompagnano e qualificano la formazione scolastica”.

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