09 December 2016

Sono oltre 14mila i minori stranieri non accompagnati in Italia, secondo i dati resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a settembre 2016, il 47% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta prevalentemente di adolescenti maschi, prossimi alla maggiore età: solo il 7,3% ha meno di 15 anni, mentre i diciassettenni sono il 56%. Complessivamente la componente maschile rappresenta il 95% del totale, mentre i Paesi di origine più rappresentati sono Egitto (20,9%) e Albania (12,5%) seguiti da Stati del Centro Africa (Gambia, Eritrea, Nigeria e Somalia).

NUMERI E RISCHI
Il recente “Studio Multi-Paese sui drivers della violenza sui minori”, condotto dall’Istituto degli Innocenti con la supervisione di Unicef Office of Research e Università di Edimburgo, ha raccolto e  reso fruibili i dati disponibili sul tema, a partire dalle ricerche più complete svolte a livello nazionale negli ultimi 15 anni. Al 30 aprile 2016 erano 5.099 i minori non accompagnati irreperibili alle istituzioni, la maggior parte dei quali di cittadinanza somala (23,5%), egiziana (23,3%) ed eritrea (21,1%). Le cronache ci insegnano che molti minori stranieri non accompagnati fuggono dai centri di accoglienza quasi subito per trovare un lavoro o ricongiungersi con i propri familiari in Italia o altri Paesi europei. Esponendosi a un forte rischio di finire nella rete di organizzazioni criminali o diventare vittima di sfruttamento sessuale o di altro tipo.

LE PROPOSTE DI RIFORMA IN TEMA DI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI
Alla luce di questi dati nel corso degli ultimi anni sono state approntate importanti riforme nel sistema di accoglienza di questo fragile segmento di popolazione, alcune delle quali sono ancora in fase di discussione per aumentare il numero dei centri e dei servizi dedicati ai minori stranieri non accompagnati.

E’ stata recentemente approvata alla Camera in prima lettura la proposta di legge sulle “misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, che contiene importanti riforme del sistema di accoglienza tra cui:

  •     l’integrazione dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati nel sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, punto già attuato;
  •     la previsione che l’identificazione del bambino debba avvenire entro 5 giorni;
  •     un sistema informativo specifico per rintracciare i minori;
  •     la promozione dell’affido familiare attraverso la creazione di una lista di persone adeguatamente formate;
  •     la nomina di tutori adeguatamente formati; misure specifiche per i minori vittime di tratta;
  •     misure di sostegno e di integrazione quando il minore raggiunge i 18 anni;
  •     la creazione di uno specifico fondo.

Se la proposta venisse approvata in tempi rapidi al Senato, l’Italia potrebbe essere il primo Paese a dotarsi di una legislazione omogenea in materia di diritti dei minori stranieri non accompagnati.

Crediti Foto: Claudio Gherardini