19 January 2017

Cresce il numero dei minori non accompagnati accolti nelle strutture residenziali in Toscana. E non si tratta solo di stranieri. Secondo il Rapporto elaborato da Istituto degli Innocenti e Regione Toscana sui dati relativi al 2015, nel corso di 12 mesi in Toscana sono stati accolti per almeno un giorno 1.243 minori, di cui oltre 700 erano ancora presenti nelle strutture al 31 dicembre. Numeri che vanno ben oltre le 1.065 accoglienze registrate nel 2014.

ITALIANI E STRANIERI. Dei 701 bambini e ragazzi tra 0 e 17 anni ospitati (dato sottostimato in quanto si fa riferimento a 118 delle 125 strutture attive nel corso dell’anno), la metà sono italiani (350), 248 minori stranieri non accompagnati (35%) e 103 altri stranieri (15%). E’ significativo sottolineare che tra il 2014 e il 2015 i minori stranieri non accompagnati siano cresciuti del 68%.

PIU’ MASCHI E PIU’ GRANDI. La presenza sempre più importante di minori stranieri non accompagnati fa sì che cresca sia la quota dei maschi sia l’età media. In più della metà dei casi si superano i 14 anni. Al 31 dicembre 2015 il 65% dei minori presenti nelle strutture (455) erano maschi.

L’EVOLUZIONE DEL FENOMENO. I dati non rendono comunque l’idea di un fenomeno in continua evoluzione: basti pensare che nel corso del 2016 la Regione Toscana ha promosso la realizzazione di nuovi “appartamenti per l’autonomia”.

IL QUADRO DELLE STRUTTURE. Alla data del 31 dicembre 2015 erano 121 le strutture per minori funzionanti in Toscana, tra cui,  per citare le tipologie più rappresentative, comunità a dimensione familiare, case della gestante e della madre con figlio, appartamenti per l’autonomia, comunità educative, case famiglia multiutenza complementare, centri di pronta accoglienza e case di accoglienza per l’infanzia.

COOPERATIVE SOCIALI E ALTRI SOGGETTI. Sotto il profilo dei soggetti titolari delle strutture, in 18 casi si fa riferimento a una cooperativa sociale, in 14 ad enti religiosi, in 13 casi ad associazioni di volontariato. Seguono i Comuni (6), le fondazioni (5) e altre tipologie varie di soggetti privati (11). La capacità di accoglienza complessivamente sfiora le 1000 unità, con una media di 9 posti per ogni struttura.

IN PROVINCIA DI FIRENZE UN TERZO DELL’ACCOGLIENZA. Un altro aspetto rilevante rispetto al monitoraggio effettuato riguarda la collocazione territoriale. Oltre l’80% delle strutture residenziali per minori si trova in un centro abitato o nella prima periferia. La più alta concentrazione si registra nel Comune di Firenze, dove si contano 30 strutture, mentre la provincia ne raccoglie complessivamente 43, ovvero il 36% di quelle presenti sul territorio regionale. Tra le altre zone ad alta concentrazione di strutture si contano la Piana di Lucca (9) e la Versilia (8).

MODELLO FAMILIARE VS COMUNITARIO. Dal punto di vista dell’accoglienza, sono fondamentalmente due i tipi di residenzialità: familiare, tipica di strutture di piccole dimensioni e caratterizzata da un’organizzazione che riproduce la vita in famiglia, oppure comunitaria con la presenza, caratterizzata da dimensioni maggiori (6/10 persone) e dalla presenza di operatori assistenziali, sociosanitari o educatori e un’organizzazione di tipo comunitario. Il 63% delle strutture residenziali per minori in Toscana è di tipo comunitario.
Tra le strutture di tipo familiare 16 prevedono la presenza della figura genitoriale.

FINANZIAMENTI PUBBLICI. Nel corso del 2015 il 45% delle strutture non ha ricevuto finanziamenti pubblici ad esclusione delle normali rette previste per gli utenti accolti.

L’APPORTO DEL VOLONTARIATO. Nelle strutture toscane vi sono 660 operatori retribuiti per lo più dall’ente gestore (94%). Notevole l’apporto di ragazzi che svolgono il servizio civile e volontari: nel 2015 se ne contano rispettivamente 55 e 323.

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