Presentati a Roma i risultati del monitoraggio al 31 dicembre 2009. Si conferma il divario tra Centro-Nord e Sud nei tassi di accoglienza.
14 March 2011
servizi educativi per la prima infanzia

Presentati oggi a Roma i risultati del monitoraggio sui processi di sviluppo dei servizi educativi per la prima infanzia aggiornato al 31 dicembre 2009. Si conferma il divario tra regioni del centro-nord e regioni del sud: le Regioni con i più elevati tassi di accoglienza si confermano l’Emilia-Romagna, unica Regione a superare la quota di 30 posti per 100 bambini (30,9), l’Umbria (29,6), la Toscana (28,3) e la Valle d’Aosta (25,9).

Nella sede del Consiglio de ministri in via della Mercede 12, l'incontro ha riunito i rappresentanti di Dipartimento per le politiche della Famiglia, Ministero del lavoro delle politiche Sociali, l’Istituto degli Innocenti, le Regioni e Province autonome. Al centro dei lavori la restituzione dei risultati legati ai processi di monitoraggio di sviluppo dei servizi educativi per la prima infanzia e della ricerca sullo studio di fattibilità sui flussi informativi relativi ai servizi educativi per la prima infanzia e prima applicazione di un set minimo di dati.

Il monitoraggio viene presentato in attuazione dell’intesa sancita il 26 settembre 2007 in sede di  Conferenza unificata fra il governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e le Comunità montane in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia.

La rilevazione raccoglie le informazioni principali sull’attuazione del secondo semestre del terzo anno di attività del piano straordinario (situazione al 31/12/2009) e ci offre un’immagine più dettagliata dei processi in atto. Molto in sintesi, nei servizi educativi per la prima infanzia in Italia, permane un gap tra le regioni del centro-nord e quelle del sud. Infatti, nel Settentrione ci sono tassi di accoglienza dei servizi educativi ovunque superiori ai 15 posti per 100 bambini, con la sola eccezione della Provincia autonoma di Bolzano. Le Regioni con i più elevati tassi di accoglienza si confermano l’Emilia-Romagna, unica Regione a superare la quota di 30 posti per 100 bambini (30,9), l’Umbria (29,6), la Toscana (28,3) e la Valle d’Aosta (25,9). Dall’altro lato, le uniche due regioni del Mezzogiorno aventi dati esaustivi sono l’Abruzzo ed il Molise, che si collocano attorno ai 15 posti per 100 bambini. Per il resto del Sud i dati sono mancanti o incompleti, poiché non contemplano il numero di posti nei servizi integrativi e/o nei servizi a titolarità privata.
Proprio all’interno delle attività di monitoraggio del piano è risultato evidente il carattere variegato e non coordinato dei dati disponibili per rappresentare lo stato di diffusione dei servizi sul territorio e, parallelamente, la misura dell’impatto delle attività collegate alla realizzazione del piano stesso.

Per questa ragione, all'ordine del giorno dell'incontro romano, c'è  anche lo sviluppo di un set minimo di informazioni per definire una possibile piattaforma unitaria e minimale di rilevazione sulla rete dei servizi educativi per la prima infanzia da implementare e utilizzare in via ordinaria da parte delle Regioni e Province autonome.

In tal senso, il lavoro è favorito dalla scelta metodologica di costituire una relazione stabile fra dicasteri committenti (Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio e Ministero del lavoro e delle politiche sociali), soggetto incaricato della realizzazione delle attività (Istituto degli Innocenti), Regioni e Province autonome, CISIS e ISTAT. Tale relazione è stata impostata e mantenuta in vita con continuità sia nelle fasi di definizione del progetto, che in quelle di monitoraggio in itinere e di verifica finale dei risultati.

Nella parte pomeridiana dell'incontro vengono illustrate le attività del biennio 2009/2010 nell'ambito del progetto “Azioni di sistema ed assistenza tecnica per il conseguimento dei target relativi ai servizi per l’infanzia” il quale aveva tra gli obiettivi prioritari quelli di: sostenere le azioni del dipartimento per le Politiche della famiglia e del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali mirate al conseguimento degli obiettivi di servizio; garantire coerenza con le scadenze fissate per il raggiungimento degli obiettivi; supportare le otto amministrazioni regionali del Mezzogiorno nel raggiungimento degli standard fissati in relazione ai servizi per l’infanzia.