Un'indagine inglese rivela che si sta abbassando sempre di più l'età delle vittime adescate sulle rete: negli ultimi tre anni sono stati circa 400 bambini sotto i 7 anni
07 January 2016

Social network, giochi on line e app per cellulari come luogo in cui adescare minori. Nuovi allarmanti dati emergono da un'inchiesta del Manchester Evening News che riporta dati e indagini della Greater Manchester Police, impegnata sul territorio britannico nella lotta alla cyber-pedofilia.

Negli ultimi tre anni sono circa 400 i bambini sotto i 7 anni adescati attraverso social media, app, giochi per telefonini e chat. In particolare, 389 il totale delle segnalazioni alla polizia di Manchester e di queste più di un terzo avvenute nel 2015.

La maggior parte dei crimini riguardano bimbe e ragazze adolescenti e, nell'ultimo anno, ad essere molestati, sono stati soprattutto i maschi, tra le vittime più giovani mai registrate.
Tra i casi più gravi segnalati dalla polizia c'è quello di un bimbo di 9 anni circuito nella chat del gioco 'Clash of Clans', ed un altro di soli 7 anni individuato attraverso Instagram ed abusato sessualmente da chi spesso rimane solo un sospetto data l'impossibilità di un'identificazione certa. Quello del riconoscimento dell'aggressore, infatti, rappresenta ancora un problema malgrado gli sforzi degli inquirenti nell'individuare la vera identità del pedofilo.

I predatori online cacciano nei social network come Facebook, in applicazioni di messaggistica come WhatsApp e persino nei giochi on line.
Diventa quindi indispensabile conoscere i rischi reali che si nascondono nella rete per prevenire situazioni di pericolo. In questo senso l'Istituto degli Innocenti è presente dal 2007 nelle scuole toscane, e non solo, con propri progetti di educazione ai media (sviluppati in particolare intorno al progetto Trool ) realizzati da educatori specializzati per orientare gli insegnanti nelle nuove sfide e opportunità educative rappresentate dal web e dalle nuove tecnologie.