11 November 2015

“Siamo qui a Firenze, città della bellezza. Quanta bellezza in questa città è stata messa a servizio della carità! Penso allo Spedale degli Innocenti, ad esempio. Una delle prime architetture rinascimentali è stata creata per il servizio di bambini abbandonati e madri disperate. Spesso queste mamme lasciavano, insieme ai neonati, delle medaglie spezzate a metà, con le quali speravano, presentando l’altra metà, di poter riconoscere i propri figli in tempi migliori”.
Sono state queste le parole usate ieri da Papa Francesco sull'Istituto degli Innocenti durante il suo discorso nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, circondato dai delegati di tutte le diocesi italiane.

Ha poi continuato: “Dobbiamo immaginare che i nostri poveri abbiano una medaglia spezzata. Noi abbiamo l’altra metà perché la Chiesa madre, la Chiesa madre ha, in Italia, l’altra metà della medaglia di tutti e riconosce tutti i suoi figli abbandonati, oppressi, affaticati. E questo da sempre. È una delle vostre virtù perché ben sapete che il Signore ha versato il suo sangue non per alcuni, né per pochi né per molti, ma per tutti.”

Il Pontefice ha dunque espresso un forte richiamo alla Chiesa cattolica di restare dalla parte dei poveri e lo ha fatto in una cattedrale gremita da migliaia di partecipanti al V convegno della Chiesa italiana. Papa Bergoglio ha concluso lanciando un messaggio chiaro: "Mi piace una Chiesa inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà".

“Le parole di Papa Francesco sono state per noi motivo di straordinario orgoglio – ha detto Alessandra Maggi, Presidente dell'Istituto degli Innocenti -. Il Pontefice ha riconosciuto quanto la nostra realtà rappresenti ed abbia rappresentato in sei secoli di storia una casa in cui accogliere i bambini abbandonati. Recepiamo dunque le parole del Santo Padre come una esortazione a proseguire con impegno e dedizione nella nostra attività di tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza”.