06 August 2018

Un asilo nel bosco, una raccolta fondi per abbassare le rette dei nidi, un gruppo di nonni condivisi, un presidio per le neomamme. Cosa hanno in comune queste iniziative? Sono strumenti per la lotta alla povertà educativa e fanno parte di quattro articolati progetti, tre di questi coinvolgono più regioni, a tutti partecipa anche l’Istituto degli Innocenti.

La guerra alla povertà educativa è stata dichiarata dalle Fondazioni di origine bancaria e dal Governo che, con apposite agevolazioni fiscali previste nella Legge di stabilità per il 2016, ha voluto incentivare i finanziamenti di progetti mirati. Ad aprile dello scorso anno è stato firmato un accordo per la gestione di un Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile destinato a “interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori”.

Il Fondo è alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria, che usufruiranno di un credito d’imposta ed è gestito dall’impresa sociale “Con i Bambini” che assegna risorse tramite bandi.

I primi due bandi promossi – dedicati alla prima infanzia (0-6 anni) e all’adolescenza (11-17) – hanno messo a disposizione 115 milioni di euro. Tra i progetti finanziati ci sono anche i quattro di cui l’Istituto è partner e che hanno preso avvio questa settimana.

Il primo a partire è stato il progetto “Colline per i Bambini” di cui è capofila la Fondazione Madonna del soccorso Onlus di Fauglia (Pisa) e per il quale l’Istituto si occupa di attività di formazione e monitoraggio. Tra le azioni proposte in questo progetto c’è l’Asilo nel bosco, una metodologia educativa con percorsi laboratoriali per bambini, famiglie e nonni. Nel progetto è previsto anche l’arricchimento dell’offerta con l’apertura a sei giorni settimanali dei servizi educativi per la prima infanzia, l’orario prolungato, i campi solari estivi e i servizi specifici per diversamente abili (come ad esempio la pet therapy e i percorsi di psicomotricità).

Di ampia prospettiva è il progetto di cui è capofila Co&So Consorzio per la Cooperazione e la Solidarietà Lombardia, “Family Hub: mondi per crescere”, che coinvolge più regioni e tanti partner (tra i quali Oxfam, Dynamo Camp e Università di Firenze oltre all’Istituto degli Innocenti). L’idea di “Family Hub” è di coordinare diversi attori che lavorano al contrasto alla povertà e di migliorare l’accesso ai servizi per l’infanzia di tutti i bambini, compresi i figli di migranti. Ecco quindi che sono previsti sportelli per le famiglie, raccolte fondi per il sostegno alle rette, formazione di educatori che lavorino sul plurilinguismo.

L’Istituto degli Innocenti partecipa alla cabina di regia scientifica del progetto e coordinerà i cantieri formativi interregionali, curerà la stesura di una pubblicazione e elaborerà opportunità culturali per le famiglie.

Ha preso avvio anche il progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, di cui è capofila l’Auser Lombardia, che si svilupperà in quattro regioni (Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata) e che si propone di mettere in campo gli anziani, come risorsa del volontariato, per integrare le risorse pubbliche e ampliare l’offerta di soluzioni e servizi rivolti ai bambini e alle famiglie, con particolare attenzione a quelle in cui vi è fragilità nell’esercizio del ruolo genitoriale.

L’Istituto in questo caso coordina e realizza il piano della documentazione selezionando le buone pratiche realizzate sui territori.

Coinvolge ben 10 regioni invece il quarto progetto: Bambini: dalla periferia al centro” con un ricco carnet di azioni previste, dal presidio multiservizio per neomamme, alla sperimentazione di poli 0-6, dall’educazione espressiva alle sperimentazioni di apertura di servizi in orari di chiusura dei nidi e delle scuole dell’infanzia; dal potenziamento dell’educazione motoria all’accoglienza dei minorenni italiani e stranieri con disabilità o con svantaggi socio economici o socio culturali.

L’Istituto è partner del progetto per lo studio di nuovi modelli organizzativi al fine di aumentare l’accessibilità dei servizi ai bambini da 0 a 6 anni, anche attraverso l’adozione di nuovi modelli di welfare.