29 April 2021

La scuola “normale” degli altri ragazzi italiani della loro età, il sogno di un lavoro che possa nascere dalle proprie passioni, le nuove amicizie che crescono nonostante le difficoltà della lingua. E’ nelle parole dei ragazzi di origine straniera, arrivati in Italia da soli senza essere ancora maggiorenni, che si legge l’entità del cambiamento che un progetto come UP Minori può portare. 

Il Comune di Firenze è stato capofila del progetto, nato nel 2018, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 del Ministero dell’Interno, con lo scopo di favorire percorsi di inclusione per i minori stranieri non accompagnati accolti presso strutture di seconda accoglienza (ovvero negli appartamenti dedicati a loro, allestiti per incentivare l’autonomia) sul territorio dell’area metropolitana fiorentina e sviluppare azioni finalizzate al rafforzamento della rete territoriale, attraverso la partecipazione attiva di soggetti pubblici e privati (Comune di Firenze, Regione Toscana, Istituto degli Innocenti, soggetti gestori strutture di accoglienza, soggetti attivi nell’ambito di intervento) e la definizione di strategie e procedure condivise di orientamento, inserimento e inclusione.

L'Istituto degli Innocenti ha avuto all’interno del progetto funzioni di supporto scientifico, documentazione, monitoraggio e valutazione, diffusione dei risultati ed è nel piano di valutazione, curato dai suoi ricercatori, che si leggono le “storie di cambiamento”, le chiavi di lettura per valutare le attività messe in campo nell’ambito di Up Minori, a partire dal tema della formazione, per passare a quello della ricerca di un lavoro, fino al tema della socializzazione.

Il processo di inclusione a scuola ha come conseguenze il rafforzamento di una rete sociale come della propria autostima, come racconta un ragazzo: “Se devo dire un episodio che mi ha cambiato è stato il mio primo giorno di scuola all'Istituto Leonardo da Vinci. Me lo ricorderò sempre il primo giorno di scuola al Da Vinci perché finalmente quella era una scuola vera”, la scuola normale” dove vanno i ragazzi italiani della mia età”. Il ragazzo che parla sa che la scuola normale è importante per il suo futuro, per imparare a fare l’elettricista, ma lo è anche per altri motivi: “gli altri mi hanno subito incluso nel loro gruppo whatsapp e questo mi ha fatto sentire importante”. 

Il ruolo degli educatori è stato anche quello di valorizzare le inclinazioni e le abilità dei protagonisti del progetto, come si evince da un’altra testimonianza: “Frequentare la scuola per grafico per me è molto importante perché non pensavo che sarebbe stato possibile trasformare le mie passioni come disegnare e usare il computer in un lavoro”.

I ragazzi riconoscono come punto di forza della frequenza scolastica la velocità con cui hanno appreso l'italiano per conversare e per studiare. “Se devo pensare il cambiamento più importante per me rispetto a quando sono arrivato è aver imparato la lingua italiana. Ora mi sono iscritto finalmente a un corso per cuoco che è quello che voglio fare davvero ma se non avessi fatto la scuola superiore oggi non parlerei italiano così bene e non riuscirei a seguire così bene questo corso che spero mi servirà per trovare lavoro”.

Tra le azioni del progetto Up Minori hanno una rilevanza importante le Job experience, tirocini finalizzati all'inserimento lavorativo, come quello che racconta un altro ragazzo: “Dopo essere stato così tanto tempo in casa senza niente da fare, a parte le attività con i miei educatori, avere finalmente la possibilità di alzarsi presto la mattina e andare a lavorare è stato molto bello. Mi ha fatto sentire bene, di nuovo attivo ed energico come prima del lockdown. E poi mi è piaciuto indossare gli abiti da lavoro, andare in cantiere e seguire i consigli di Gabriele, il capo della ditta idraulica, stando bene attento a non sbagliare. Mi sono sentito grande, con delle responsabilità”.

Il 30 aprile si è svolgerà il convegno finale online del progetto FAMI - Up Minori durante il quale c’è stato modo di riflettere anche sulla “carta degli intenti”, nata dalla valutazione degli esiti del progetto, che contiene raccomandazioni per le future attività rivolte ai minori stranieri non accompagnati (dalla presa in carico al progetto educativo, dalla rete istituzionale e territoriale competente, fino alle esigenze formative e al monitoraggio) e che ha coinvolto attori istituzionali (tra i quali la Regione Toscana e il MIUR- Ufficio Regionale Scolastico Toscana) e stake holders sull'obbiettivo di costruire una rete efficace a sostegno dell'inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati.

“L’Istituto degli Innocenti di Firenze è sempre disponibile a collaborare in progetti che hanno come obiettivo quello di difendere i diritti di bambini e adolescenti - commenta la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida -. Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati è ormai strutturale e va quindi affrontato con azioni di sistema: in questo caso il Progetto UP-MINORI, che ha visto la collaborazione di un partenariato ampio guidato dal Comune di Firenze, ha avuto quale obiettivo prioritario quello di andare a sostenere percorsi di inclusione dei Minori Stranieri non Accompagnati, e di rafforzare la rete istituzionale e sul territorio a sostegno dei MSNA”.

 

Per seguire l'evento collegarsi domani, 30 aprile, alle ore 9,00 al link: 

https://mm-group-it.zoom.us/webinar/register/WN_dwoj8yTDQ5yjd-naMxCACg