Society&Social, un centinaio di opere agli Innocenti
08 November 2011
Society&Social

“Scrivere un sms mentre guidi aumenta di 23 volte la possibilità di avere un incidente” è questo lo slogan che accompagna l'immagine della stessa bambina in bicicletta ripresa per strada per 23 volte da diverse angolazioni.

Fa parte della rassegna internazionale di pubblicità sociale “Society&Social” che si tiene agli Innocenti, nella Sala delle Compagnie, fino al 12 novembre.

Una mostra (l'ingresso è gratuito) organizzata dall'associazione Adee-Ad European Events, promossa e patrocinata dal Cesvot e dall'Istituto degli Innocenti in collaborazione con l'Università di Firenze e Gruppo TP Toscana.

Una mostra arrivata alla ventesima edizione che vuole promuovere la pubblicità sociale mostrando esempi e buone pratiche provenienti da tutto il mondo.

Paese ospite dell'edizione 2011 è la Spagna che mostra una decina di pannelli. Colpiscono quelli contro la pena di morte, uno dei quali mostra il disegno di un martello composto da persone che si abbatte contro una sedia elettrica. Efficace anche la confezione incellofanata di una bistecca a forma di Africa che  fa una campagna conto la fame nel mondo. 

Le sezioni

Tre le sezioni: Salute; Società & Diritti; Ambiente.
Nella prima si possono vedere le campagne di prevenzione sul cancro al seno realizzate a Singapore e la campagna della Germania di prevenzione all'Aids, a fumetti, che come slogan dice: “L'Aids non si prende per caso, usa il preservativo”. Troviamo anche una campagna dell'Angola contro l'uso  di cocaina mentre l'Italia è presente nella sezione salute con una campagna di prevenzione dell'Alzheimer, accompagnata da uno spot filmato, con lo slogan “Se perdi la memoria perdi te stesso”.

Efficace la pubblicità sociale espressa dagli Stati Uniti per la sezione Società & Diritti sulla vita sociale attiva dei bambini. Due pagine stampate dai profili dei social network, con tanto di foto dei ragazzi, giocano sullo scivolo di un parco giochi e a margine dell'immagine si legge: “Fai pure amicizie on line ma incontra i tuoi amici fuori”.

Anche la Polonia deve fare i conti con la piaga della pedofilia on line. La Child Foundation si è inventata una performance in un negozio di biancheria intima per bambini per coinvolgere e sensibilizzare i genitori che non si rendono conto del grave problema.

Tra le performance legate alla pubblicità sociale forse la più efficace è quella sudafricana del POWA-People Opposing Women Abuse, una ong che lotta contro la violenza alle donne. Nel Paese africano ogni anno muoiono 1.400 donne vittime di violenza domestica. In un quartiere di una città sudafricana, per vedere le razioni del vicinato, è stata messa in scena una furiosa lite familiare con urla e oggetti rotti, amplificata da altoparlanti. L'evento è stato poi diffuso sul sito web del POWA e in modo virale è stato ripreso da Facebook, Twitter e da oltre 4mila blogger e quindi dai media. Il risultato è stato inatteso: senza spendere un centesimo l'incremento delle segnalazioni per abusi è salito del 311%.

La sezione Ambiente ha messo in evidenza l'inquinamento e l'estinzione di alcune specie animali ma anche il maltrattamento degli animali. Gli Usa hanno preso di mira il circo che maltratta gli animali per realizzare i propri spettacoli. La Francia, con un disegno che mostra esseri umani che lanciano rifiuti contro animali marini insanguinati, sottolinea l'inquinamento degli oceani con lo slogan “Ogni anno milioni di animali marini vengono uccisi con la nostra spazzatura”.

La Germania, in una pubblicità della Bund Association realizzata da Scholtz&Friends, fa leva sulla sensibilizzazione dello spettatore riguardo all'estinzione di varie specie animali. Tristi testimonial della campagna sono un orso e una gorilla con il suo piccolo che vengono stritolati dalle lancette di un orologio sotto il quale si legge: “Ogni 60 secondi scompare una specie animale”.

L'Italia mostra un pannello con una pubblicità della Lega anti-vivisezione realizzata da Y&R nella quale si vede un coltello da macellaio con una bandiera bianca per chiedere una pausa al consumo di carne perché - si legge nel manifesto - ogni bistecca costa 15mila litri di acqua al pianeta.

La mostra con il passar degli anni è andata crescendo e continua a riscuotere successo. Gianna Cecchi, responsabile eventi dell'Adee: «Il festival della pubblicità sociale quest'anno compie vent'anni. Quando è nato nel 1991, includeva anche i lavori a basso badget. Già nel 1993, visto che veniva premiata sempre la pubblicità sociale, abbiamo deciso di dividere i due settori che vengono premiati separatamente. Il successo dell'iniziativa è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica che da subito ha dato il patrocinio e da due anni ha deciso offrire la propria adesione per le premiazioni. Lo scorso anno lo ha fatto con una targa e quest'anno con una medaglia. In mostra, da qualche anno sono esposti sia i lavori realizzati con i mezzi “convenzionali” come i media (stampa, TV, radio, internet), affissioni outdoor e promo press come calendari e altro. Ora si sono aggiunte anche le forme “non convenzionali” come l'arte e le performances».

Rar-Risate anti razziste

Ospite della mostra anche l'iniziativa “Risate anti razziste”, un progetto del Cospe realizzato con il supporto finanziario del Programma Europeo Fundamental Right and Citizenship 2007-2013. L'obiettivo del progetto è combattere il razzismo e i comportamenti discriminatori attraverso un approccio basato sull'umorismo e sui fumetti.

Tra le vignette satiriche si possono gustare opere di grandi umoristi che collaborano con testate nazionali come l'Espresso, Repubblica, Corriere della Sera e altri giornali. Tra questi troviamo lavori di Altan, Sergio Staino, Lido Cantemori e Andrea Rauch. Ma anche eccellenti lavori di giovani talenti, spesso studenti delle scuole superiori con un ottimo tratto e delle ottime idee. (sp)

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