Lo dice Anna Sarfatti, autrice di "Fulmine, un cane coraggioso"
12 March 2012

Insegnante e scrittrice, Anna Sarfatti parla del suo ultimo libro per bambini “Fulmine un cane coraggioso”. E lancia un allarme: c'è il rischio che la Resistenza, fondamentale per la nostra Costituzione, venga dimenticata. Per questo la storia del suo ultimo libro è rivolta ai bambini e vuole riaprire il dibattito su questo importante periodo del nostro Paese.

Come è nata l'idea di raccontare la Resistenza ai bambini?
In realtà è venuta a mio fratello Michele con cui ho scritto il libro. Lui è uno storico e ci teneva molto a far avvicinare anche i bambini piccoli a questo importante periodo. Volevamo dare radici alla Costituzione, nata dalla Resistenza.

Ha ripreso la storia di Fulmine da avvenimenti reali?
No, ma l'idea è stata di scrivere una storia verosimile. La storia è di mia invenzione ma è costruita su binari che ha dato mio fratello attraverso documenti e sui vari riferimenti: un ponte saltato, un corpo lasciato senza sepoltura che poi viene seppellito, Radio Londra, sono accenni inseriti nel libro.

Come hanno reagito i bambini davanti alla storia di Fulmine, Aldo e Nico?
Ho letto la storia ai miei bambini di IIa elementare. Erano interessatissimi e l'hanno seguita molto. E soprattutto mi hanno fatto le domande che speravo. Sono stati colpiti dal fatto che tra i protagonisti ci fosse una partigiana, Tina. Qualcuno ha detto: «ma allora anche le donne erano nella lotta partigiana?». Nel gruppo dei partigiani c'è anche un tedesco disertore. Un bambino si è stupito del fatto che non tutti i tedeschi erano cattivi ponendosi il problema se si poteva generalizzare anche rispetto a oggi. Un altro bambino ha chiesto se il cagnolino fulmine era esistito veramente. Gli ho risposto che non era reale ma che dopo l'uscita del libro ho ricevuto una telefonata da un ex partigiano di Treviso. Mi ha raccontato che un partigiano delle loro zone ha vissuto una storia molto bella con Rolf, un cane tedesco abbandonato. Il giorno della Liberazione, per paura, aggredì i soldati americani che sparavano in aria e venne ucciso. I bambini sono rimasti molto colpiti. Ho suggerito loro di scrivere al partigiano. Ha risposto ai bambini dicendo che sarebbe venuto a raccontare la storia. Li incontrerà tra qualche settimane.   

I personaggi della storia sono inventati?
Sono di fantasia ma sono ripresi da personaggi veri. Per esempio ho avuto uno zio morto da partigiano e il ragazzo della storia può ricordarlo, anche se le vicende sono diverse. Una bambina di IIa ha detto: «Sai questi ragazzi che sono morti e che ora sono in cielo e ci guardano saranno felici perché pensano che è bello essere morti per la libertà». Con la classe non si era mai affrontato il problema storico. Abbiamo scoperto che qualcuno aveva da raccontare delle testimonianze di famiglia sia dalla parte dei partigiani che dalla parte dei fascisti. É successo quello che speravamo: aprire un “file”. Abbiamo riaperto il dibattito sapendo che la scuola non da strumenti per questa fascia d'età e Michele ha scritto una nota storica dedicata agli insegnanti su quel periodo.

Come hanno reagito le famiglie davanti alla storia di Fulmine e della Resistenza?
Le famiglie della mia classe hanno reagito molto bene. Sono stata anche in altre città e la situazione cambia molto a seconda di quanto è stata vissuta la Resistenza. Tempo fa sono stata a Cuneo a parlare con due classi V e tutti avevano da raccontare qualcosa. La loro scuola è intitolata a una maestra partigiana. Sono stata anche in Puglia dove ho letto il racconto per parlare anche del valore della partecipazione e della scelta. Dietro le quinte c'è il grosso problema guerra-pace. Su questo tema Michele, durante un convegno di pacifisti, ha citato un documento di Garibaldi in cui dice che uno stato ha la possibilità di ribellarsi solo di fronte al tiranno. Crediamo che questa lotta sia stata importante perché c'era la tirannia.

C'è pericolo che la Resistenza venga dimenticata?
Sì! C'è questo pericolo. Lo stimolo di partenza che abbiamo avuto era proprio questo. Michele ha insistito moltissimo perché anche nella mia storia ci fossero le parole “Resistenza” “25 aprile” “Liberazione” “abbiamo vinto”, segni chiari della vicenda a cui ci si riferisce.

Anche il Presidente Giorgio Napolitano vi ha fatto i complimenti...
Abbiamo avuto una bella lettera dal Presidente della Repubblica che ci ha fatto molto piacere. Dice: «Complimenti per aver scritto un libro che si propone di introdurre ai bambini la conoscenza della storia della Resistenza, evento fondante dell'Italia democratica e repubblicana. Solo la conoscenza della nostra storia farà di loro dei buoni cittadini dell'Italia unita».

La storia di Fulmine si presta molto bene al soggetto di in cartone animato. Ci avete pensato?
Ci abbiamo pensato. La storia di questo cagnolino che attraversa questo pezzo di storia del nostro Paese si presta a un cartone animato. Sarebbe bello se qualcuno fosse interessato alla sua realizzazione.

(Sandro Pintus)

educazione