29 May 2014

L’Istituto dell’Affidamento ai Servizi Sociali di bambini e adolescenti è di fatto poco definito e si presta ad interpretazioni e applicazioni discrezionali.

Il 27 maggio, a Roma, si è tenuto un convegno organizzato dalla Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per discutere sulla questione spesso problematica legata al rapporto tra i Servizi Sociali e le Autorità Giudiziarie. In occasione dell’evento è stata presentata una ricerca fatta in Toscana e promossa dal Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, che è stata il punto di partenza per un confronto e una riflessione che possano portare a delle soluzioni omogenee.

E le indagini e il rapporto sono stati curati da Donata Bianchi, Rosa Di Gioia, Silvia Mammini e Raffaella Pregliasco dell’Istituto degli Innocenti.

In Toscana al 31 dicembre 2012 i bambini e i ragazzi affidati dall’Autorità giudiziaria minorile e ordinaria al servizio sociale competente territorialmente sono stati 2102. Complessivamente si è registrata una crescita pari al 30% dei casi in carico, in particolare in alcune zone come nell’area della Val di Nievole, del Senese e delle Colline metallifere. Dei 2102 ragazzi che risultano affidati al servizio, solo il 34% è collocato fuori della propria famiglia di origine e la gran parte dei minori affidati ai servizi sociali sono italiani.