Siamo andati a intervistare la prima classe italiana ad aver testato questo sistema. Il 7 aprile agli Innocenti un incontro di formazione per presentare la soluzione Samsung a insegnanti e educatori
31 March 2014

Alle porte della classe scolastica stanno bussando con sempre maggiore insistenza la rete, la tecnologia e la presenza sempre più diffusa nelle famiglie italiane di dispositivi mobili (tablet, iPad e smartphone), con tutto il loro universo di app. I ragazzi sono sempre più connessi, fra loro e con resto del modo, tramite il web. In percentuale sempre crescente e con una fascia di età d'ingresso sempre più bassa, gli studenti italiani arrivano in classe con un cellulare connesso alla rete con una tariffa flat (connettività libera). Ma quando l'insegnante comincia la sua lezione , nella stragrande maggioranza delle classi italiane la musica cambia, il digitale lascia il posto all'analogico. In una parola: “spegnere il dispositivo”.

L'introduzione dei device mobili nella pratica e nella metodologia della didattica quotidiana è una sfida che la multinazionale coreana Samsung si è posta, rispondendo, al livello globale, con la “soluzione educativa mobile” chiamata “Samsung School”. In estrema sintesi il docente e ogni alunno hanno un tablet personale (che ad oggi deve essere obbligatoriamente un modello Galaxy Note 10.1) e in classe è presente un grande schermo display chiamato eboard. Il 7 aprile la Samsung School sarà presentata all'Istituto degli Innocenti agli Insegnanti che vorranno intervenire.

L'eboard, la nuova lavagna digitale, è collegata senza fili con i tablet (in primis con quello del docente), il tutto è gestito da un'app client, residente sui tablet android (accessibile solo con la password e l'username consegnanti all'alunno dalla scuola), che dialoga con un'altra applicazione web presente sul server della scuola, e alla quale il docente può accedere anche via browser (se la scuola lo consente, anche da casa), per preparare le lezioni. Nell'utilizzo ideale della soluzione il docente si muove fra i banchi con in mano il suo tablet e grazie al sistema è in grado di controllare l'utilizzo del tablet fatto da ogni singolo alunno.

In tempo reale il docente è in grado con un tap di bloccare simultaneamente tutti i tablet degli alunni (e questa è una funzione che è destinata a piacere molto ai docenti, timorosi di perdere il controllo e l'attenzione degli alunni).

Dal sito di Samsung si legge: “Questa soluzione facilita lo sviluppo di un ambiente di apprendimento interattivo offrendo sessioni di domande e risposte dinamiche e aiuta gli insegnanti a monitorare la presenza e la partecipazione della classe, consentendo di lavorare in modo più indipendente e flessibile”. All'Istituto degli Innocenti Samsung Italia ha donato all'Istituto degli Innocenti (grazie a AppForGood) una Samsung School con 11 tablet. Noi la stiamo provando e presentando agli insegnanti della Toscana, ma volevamo anche avere le impressioni di chi già da tempo utilizza questa soluzione. Abbiamo quindi realizzato un approfondimento, sottoforma di intervista, alla prima classe italiana che ha sperimentato questa soluzione per la didattica. Si tratta della prima Liceo Scientifico Salesiano Beata Vergine di San Luca di Bologna.

L'intervista è a cura di Emanuele Dattoli.

Intervista integrale (http://goo.gl/lEqllQ)