Un pacchetto destinato a salvare i servizi per i piccoli da 0 a 6 anni. 40 sezioni in più pagate con fondi regionali
06 July 2013

Notizie rassicuranti per i genitori toscani. L'assessorato all'Istruzione rafforza il proprio impegno per la scuola dell'infanzia confermando tutte le cosiddette "sezioni Pegaso", quelle finanziate esclusivamente con fondi regionali e aggiungendone altre 39, per un totale di 145 sezioni che consentono di accogliere oltre tremila bambini. Un investistimento di circa 6,5 milioni di euro, a cui vanno sommati 2.5 milioni che serviranno a abbattere i costi di iscrizione alle materne e ai servizi educativi per la fascia 0-3 anni.

“Le sezioni Pegaso e i buoni servizio per gli asili nido – ha affermato qualche giorno fa la vicepresidente della Regione con delega all’istruzione Stella Targetti – sono due modi di tradurre nella realtà l’impegno che abbiamo voluto prenderci come Regione Toscana: mettere al centro l’infanzia, perché significa investire sul futuro. Un impegno che sentiamo ancora più forte in questo tempo di crisi e di tagli”. “Il nostro impegno in favore delle scuole per l’infanzia non solo continua – prosegue  Targetti – ma si rafforza: rispetto alle 106 sezioni già finanziate, nel prossimo anno scolastico le proseguiremo tutte aggiungendocene altre 39 per un totale di 145 sezioni che consentono di accogliere oltre tremila bambini”.

Accanto all’impegno verso le sezioni 3-6 anni, con il nuovo anno scolastico la regione Toscana mette in campo una nuova misura per supportare le famiglie che scelgono di mandare i figli a una scuola paritaria: si tratta di specifici “buoni” per abbattere i costi di iscrizione. Con l’ultima manovra di bilancio è stato infatti stanziato un milione e mezzo per sostenere l’accesso alla scuola dell’infanzia in modo – conferma Stella Targetti – da “abbattere i costi di iscrizione alle scuole materne paritarie sulla base del principio che in Italia la scuola dell’infanzia si regge su tre gambe (scuola statale, paritaria comunale, paritaria privata) risultando fondamentale sostenerle tutte altrimenti il sistema non sta in piedi e a rimetterci sono solo i bambini”. Queste ulteriori risorse saranno gestite dai comuni: a breve la regione pubblicherà un avviso pubblico per consentire la partecipazione.

Con la stessa variazione di bilancio la regione ha anche deciso di investire un altro milione per nidi, l’offerta educativa destinata ai bambini in età 0-3 anni: verranno destinati alle famiglie (“sempre più alto, purtroppo, il numero della famiglie che non ce la fanno a pagare le iscrizioni”, nota Stella Targetti) sotto forma di buoni-servizio finalizzati, appunto, ad abbattere i costi di iscrizione ai nidi comunali. Risorse, queste, che vanno ad aggiungersi ai 2,4 milioni già stanziati per sostenere le famiglie che iscrivono i figli ai servizi educativi privati.