Dopo due anni di lavoro arriva a conclusione il progetto TALE, incentrato sul Tuscan approach, un modello che raccoglie le migliori esperienze toscane in tema di servizi all'infanzia. Presentata una pubblicazione a Parigi
13 November 2015

L'esperienza toscana nella gestione dei servizi educativi arriva in Europa e lo fa attraverso un progetto europeo di trasferimento dell’innovazione che coinvolge tre paesi ovvero Bulgaria, Lithuania e Slovenia. Si tratta di un progetto - avviato nell'ottobre del 2013 e giunto a conclusione a settembre di quest'anno – che ha visto impegnato l'Istituto degli Innocenti quale soggetto capofila e che ha coinvolto oltre ai tre paesi europei anche l'Università degli Studi di Firenze con il Dipartimento di Scienze dell'educazione e l'organizzazione internazionale Issa (International step by step association) che si occupa di politiche per l'infanzia.

Oggi, Il Tuscan Approach e il progetto TALE vengono presentati a Parigi, proprio in queste ore, nel corso della Conferenza internazionale “Petit e Enfance Socialisation et Transitions” organizzata da Laboratoire Experice e Le Cnam. Il Direttore dell'Area Educativa dell'Istituto degli Innocenti di Firenze, Aldo Fortunati interverrà con un contributo sui “progetti di ricerca/azione sull’educazione alla prima infanzia attraverso la condivisione di esperienze nella cornice dell’Unione Europea per lo sviluppo di servizi educativi di qualità”.

Il Tuscan Approach non deve essere inteso come un modello che ha avuto una diffusione in Toscana, quanto piuttosto l’interpretazione degli elementi che, nel quadro di un’esperienza anche molto variegata e diversificata, hanno una rilevanza maggiormente diffusa e trasversale nelle diverse esperienze toscane di servizi educativi per l’infanzia.
Alcuni elementi costituiscono un minimo comune denominatore della gran parte delle esperienze e pertanto possono essere considerati elementi fondanti del Tuscan Approach:
- l’attenzione alla buona progettazione dello spazio educativo;
- la centratura su una progettazione curriculare flessibile e aperta al possibile;
- l’investimento sulla partecipazione delle famiglie e sull’educazione familiare;
- la centralità della formazione di base e permanente degli operatori;
- la governance e il coordinamento del sistema integrato dei servizi.

Il progetto transnazionale si è sviluppato in tre fasi: in quella iniziale, attraverso tre workshop organizzati nei tre paesi partner, è stato illustrato il modello toscano nella gestione dei servizi educativi per l'infanzia come esempio da cui trarre spunti e suggerimenti.

Successivamente, ha preso avvio un corso di formazione, questa volta in Toscana, rivolto a educatori, pedagogisti e manager in cui i partner europei hanno anche avuto modo di visitare i servizi educativi toscani. In particolare, in alcune realtà che ricalcano i capisaldi del Tuscan Approach, quindi a Pistoia per quel che riguarda la progettazione e l'allestimento degli spazi, San Miniato come riferimento per il curriculum e Livorno per quanto concerne il tema della relazione con le famiglie.

Al termine di questo scambio di esperienze ciascun partner coinvolto nel progetto ha avviato un percorso di sperimentazione nella propria realtà educativa anche se ad oggi permangono delle differenze nella concezione stessa dei servizi per l'infanzia. Alcuni paesi, infatti, stanno compiendo una riflessione sull’opportunità di differenziare i servizi educativi per la prima infanzia da approcci assistenziali e sanitari.
“Il riscontro avuto dal nostro progetto è stato eccellente – afferma Aldo Fortunati, Direttore dell'Area Educativa dell'Istituto degli Innocenti -. Abbiamo fiducia che l'esperienza abbia potuto avviare percorsi virtuosi nei paesi coinvolti, in una logica di condivisione ed integrazione di idee e prospettive”. Il Progetto ha rappresentato un percorso di arricchimento anche per l’Istituto degli Innocenti, “guardando a noi stessi attraverso occhi di altri – aggiunge Aldo Fortunati – possiamo capire cosa stiamo facendo e cosa possiamo fare di più e meglio”.