16 February 2018

“Io sono una bambina e questa è la mia casa: non si tratta dunque di una Casa del Bambino? E quanto a sistemazione, vi assicuro che sono sistemata proprio comodamente”. Le parole di Pippi Calzelunghe a chi vuole trovarle una sistemazione in un collegio, nel romanzo di Astrid Lindgren, fanno da cornice al programma – chiamato P.I.P.P.I. appunto - promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e realizzato in collaborazione con l'Università di Padova, che vuole evitare di allontanare bambini e ragazzi dalla propria casa e dalla propria famiglia.

Il programma si rivolge alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare situazioni impegnative in cui può risultare difficile e complicato il compito di garantire ai figli un livello di benessere durante il delicato e naturale processo di crescita e sviluppo. La novità di  P.I.P.P.I.  sta nel mettersi a fianco dell’intero nucleo familiare, con un approccio che deve essere “intensivo, personalizzato, continuo, flessibile e strutturato”.

A gennaio 2018 la Regione Toscana ha stabilito (con delibera di Giunta del 22 gennaio 2018 n. 45) di proseguire il percorso di sviluppo e consolidamento di P.I.P.P.I., attraverso l’adesione alla settima fase dell’iniziativa (P.I.P.P.I. 7).

“Gli obiettivi e le esperienze fin qui maturate nei servizi coinvolti - precisa l’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi - stanno trovando pieno riconoscimento nella programmazione regionale, che li ha posti a fondamento del percorso di lavoro sull’area della prevenzione, della promozione e del sostegno alla genitorialità.  Si sta sviluppando nella nostra regione una comunità di professionisti formati, che possono interagire con le famiglie e i ragazzi da una prospettiva integrata e multidisciplinare, davvero attenta ai bisogni come anche a riattivare e sostenere le potenzialità educative e di cura. Per queste ragioni ci siamo prefissi l’obiettivo della più ampia diffusione del metodo di lavoro che P.I.P.P.I. ci sta consegnando, con il coinvolgimento dei servizi sociali e di quelli dell’area sanitaria”.

Nella stessa delibera, sulla falsariga delle scelte operate nell’ultimo biennio, vengono assegnate agli ambiti territoriali coinvolti (sono la Società della Salute Pratese, il Comune di Firenze, la Società della Salute Amiata Grossetana, la Zona Apuane, la Società della Salute Empolese-Valdelsa-Valdarno, la Società della Salute Val di Cornia, la Società della Salute Val d’Era) oltre alle risorse del cofinanziamento,  risorse integrative regionali (per un totale di 237.500 euro) necessarie all'attuazione del programma nazionale e degli obiettivi di sviluppo regionali.

Dagli ultimi dati raccolti dal servizio statistica dell’Istituto degli Innocenti risulta che i bambini e i ragazzi presi in carico dai servizi sociali toscani al 31 dicembre 2016 sono stati 27 mila. I minori per i quali si è resa necessario l’allontanamento dalle famiglie sono invece i 1.208 in affidamento familiare e i 928 accolti in strutture residenziali.

L’Istituto supporta, come Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza,  la diffusione del programma P.I.P.P.I. in Regione Toscana attraverso azioni di documentazione e promozione della metodologia nella presa in carico della genitorialità vulnerabile.

“P.I.P.P.I. si è rivelato da subito uno strumento valido per rispondere ai bisogni di una parte di cittadini e spezzare il circolo dello svantaggio sociale – commenta Maria Grazia Giuffrida, presidente dell’Istituto degli Innocenti – Per sostenere e accompagnare i genitori in difficoltà serve rafforzare le professionalità che sorreggono i quattro pilastri del programma e che devono essere messi a sistema: l’educazione domiciliare, la promozione del confronto con gruppi di genitori e bambini, l’attività di raccordo tra scuola e servizi sociali, la ricerca di ‘famiglie di appoggio’”.

(Nella foto il fumetto di P.I.P.P.I. a cura di LabRIEF, Laboratorio di Ricerca e Intervento in Educazione Familiare, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata – FISPPA, Università di Padova)