23 January 2017

Lo stato di salute dei minori adottabili è ancora una discriminante notevole nel percorso di adozione e affido. Il dato emerge dal Rapporto statistico “Le caratteristiche dell’accoglienza nei servizi residenziali per minori in Toscana”, realizzato dall’Istituto degli Innocenti per la Regione Toscana, elaborando i dati dei sistemi informativi regionali ASSO e ASMI.

ETA’ E GENERE. I dati prendono in considerazione la maggior parte dei minori ospitati nelle strutture toscane al 31 dicembre 2015 (701 su oltre mille). Tra le prime evidenze che emergono la prevalenza del genere maschile (65%) e l’età piuttosto elevata: i minori tra 14 e 17 anni rappresentano il 44% del totale. Queste caratteristiche sono destinate a rafforzarsi nei prossimi anni, con l’aumento dei minori stranieri non accompagnati, che ormai incidono per il 35% sul totale degli accolti.

MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI. Tra i minori stranieri non accompagnati i 14-17enni rappresentano il 97% del totale. La percentuale scende al 31% per gli stranieri ospitati in strutture insieme a un familiare e al 26% per gli italiani. In linea generale, però, gli over 14 sono la classe d’età più consistente per tutte le cittadinanze.

GLI ITALIANI. I minori italiani ospitati in strutture toscane provengono quasi esclusivamente da Comuni della Toscana (96%), raramente si accolgono minori originari di altre regioni. Diverse le motivazioni che spingono l'ingresso in strutture da parte di italiani e stranieri: se per gli italiani sono conflittualità familiari, trascuratezza nelle cure e nelle patologie e incapacità educativa dei genitori a rappresentare le motivazioni più forti, nel caso degli stranieri, quando non si tratta direttamente dello status di minori non accompagnati, sono le difficoltà economiche e abitative il problema principale.

MOTIVAZIONI. Tra le motivazioni di ingresso, anche se con percentuali molto basse rispetto a quelle fin qui riportate, si trovano due motivazioni che rimandano al “fallimento” di due importanti istituzioni come l’affidamento familiare e l’adozione. Al 31 dicembre 2015 i tra presenti in struttura residenziale poco più del 3% è entrato a seguito di problemi con la famiglia affidataria o con la famiglia adottiva, incidenza che sale leggermente fino al 5% se si escludono dal conteggio i non accompagnati.

DISABILITA’. Il 6% dei minori accolti a fine 2015 presenta una forma di disabilità, percentuale che si alza fino al 10% se si considerano solo i minori italiani e si annulla quasi nel caso dei minori stranieri non accompagnati. Tra i minori con disabilità 2 su 3 hanno una disabilità certificata.

DISAGIO. Un 3% degli accolti presenta disturbi mentali dell’età evolutiva e un 1% ha problemi di tossicodipendenza o alcolismo. A queste residue percentuali si somma poi un più considerevole 22% di “altre” forme di disturbi.

SOLI O ACCOMPAGNATI. La percentuale di chi è in struttura da solo è il 45% per i minori italiani e il 39% per gli altri stranieri. Tra i presenti a fine 2015 poco meno di un terzo (32%) ha realizzato nella stessa struttura o in altre sedi predisposte almeno un incontro protetto.

ADOZIONI E SALUTE. Il contingente di minorenni presenti in struttura residenziale in stato di adottabilità che nelle strutture residenziali toscane, a fine 2015, è complessivamente pari al 3% degli accolti, sale al 5% per i minori italiani mentre è pari al 2% se si parla di stranieri al netto dei non accompagnati.

Dal 31 dicembre 2015 fino a quasi tutto il primo semestre 2016 un quinto (20%) di quanti si  trovavano in stato di adottabilità ha trovato sistemazione in affidamento preadottivo. Si tratta di bambini che non hanno superato l’anno d’età, prevalentemente con un abbandono alla nascita alle spalle e, cosa molto rilevante, in buono stato di salute.

Proprio la salute dei bambini sembra essere la discriminate principale sulla probabilità che gli stessi hanno di trovare una nuova famiglia. Tra quanti non hanno avuto la fortuna di essere adottati, una quota, più numerosa di quanti sono stati adottati (un quarto degli adottabili, il 25%) riguarda bambini e preadolescenti che hanno tra gli 8 a i 12 anni, che ormai sono accolti in struttura da più di 4 anni e che purtroppo presentano una forma di disabilità certificata.