25 May 2016

E' una ricerca tutta italiana quella che ipotizza, in futuro, la possibilità di diagnosticare l'autismo guardando gli occhi di un neonato di pochi giorni di vita. Una diagnosi precoce, anni prima che la malattia faccia il suo esordio, ricavata analizzando la reazione degli occhi a “stimoli sociali” come la vista di un viso, o il movimento di una mano, o ancora più schematicamente il movimento di una serie di punti astratti su un video che ‘imitano’ i movimenti di un braccio.

L’ipotesi fa parte di una lavoro coordinato dal professor Giorgio Vallortigara dell’Università di Trento, con colleghi delle università di Padova, di Exeter (GB) e dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma su bebè di 6-10 giorni di vita: neonati ad alto rischio di autismo, le cui reazioni a stimoli sociali sono state confrontate con quelle di neonati a basso rischio. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

L'equipe di ricercatori italiani ha confrontato le reazioni a stimoli di tipo sociale di 13 neonati di 6-10 giorni di vita a alto rischio di malattia (perché con fratelli maggiori autistici) e 16 neonati a basso rischio. È emersa una netta differenza tra i due gruppi: i bebè a rischio perdono subito interesse per gli stimoli sociali, il loro sguardo non è catturato a lungo da essi. I neonati a basso rischio, invece, prediligono in maniera netta gli stimoli sociali, rispetto a stimoli diversi.

"Abbiamo intenzione di seguire questi bambini almeno fino al compimento del loro secondo compleanno - spiega Vallortigara all'ANSA - per vedere se manifestano una qualche forma di autismo anche lieve. Il nostro potrebbe divenire un test predittivo precocissimo e quindi anche una via verso potenziali interventi precoci. I risultati finora sono molto incoraggianti".

"Allo stato attuale delle conoscenze la diagnosi e l'intervento precoce è quanto di meglio possiamo fare per questi bambini - conclude l'esperto -. E la semplicità dei nostri test li rende di facile impiego e di basso costo per la diagnosi".