In un documento dell'organizzazione si parla di "infrazione del codice deontologico" e passa in esame le motivazioni a causa delle quali in questi anni i vaccini siano finiti sotto attacco
21 July 2016
Fnomceo minaccia la radiazione per i dottori che sconsogliano i vaccini

L’Ordine dei medici prende una posizione netta a sostegno dei vaccini e lo fa con un documento approvato all'unanimità dal Consiglio nazionale nel quale viene riassunta l'importanza di questo strumento di prevenzione sanitaria.

Dopo molte polemiche intorno al tema dei vaccini la Federazione degli Ordine dei medici (Fnomceo) suggerisce delle strategie per aumentare le coperture vaccinali, che in questi anni in Italia stanno vedendo un calo preoccupante. “Il consiglio di non vaccinarsi – si legge - in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica, e può portare a provvedimenti disciplinari per il medico, fino alla radiazione”. 
L’ordine invita anche a sostenere le iniziative regionali e nazionali che portino a riaffermare la necessità della vaccinazione “attraverso provvedimenti che accertino validamente il loro dissenso, l'assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, la impossibilità dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilità all'asilo nido, ed eventualmente l'assicurazione contro danni da mancata vaccinazione”.

Il documento approvato passa in esame le motivazioni a causa delle quali in questi anni i vaccini siano finiti sotto attacco: “le ragioni sono molteplici. Tra queste la irrazionalità diffusa per cui le dimostrazioni ragionevoli e scientifiche sembrano al contrario rafforzare le persone diffidenti nel preesistente giudizio. L’individualismo prevalente, che porta a dimenticare gli obblighi verso la collettività. La crisi di autorevolezza dei medici e la frustrazione che nasce da tante promesse non mantenute della medicina. L'uso estesissimo di internet, in cui prevalgono informazioni contraddittorie e antiscientifiche. Il tipico errore per cui di fronte a un rischio per quanto altamente improbabile (la reazione avversa da vaccino) si trascura il vantaggio certo (l'immunizzazione rispetto alla grave malattia) lasciandosi guidare da diffidenze e sospetti. L'allarme sociale per i pregressi danni da vaccino, ora estremamente rari, che tuttavia fanno dimenticare le epidemie verificate ovunque si sia abbandonata o ridotta la pratica vaccinale. Le informazioni contraddittorie spesso presenti sui mass media. La scarsa formazione alla scienza del nostro Paese”.