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Si è svolto il 20 e 21 febbraio, all’Istituto degli Innocenti, il primo incontro della nuova Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi, promossa dall’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, organismo consultivo che mette al centro la partecipazione attiva di ragazze e ragazzi alla definizione delle politiche che li riguardano.

Due giornate intense di lavoro e confronto hanno dato avvio a un percorso biennale che coinvolgerà circa 40 partecipanti tra i 13 e i 17 anni, individuati su tutto il territorio nazionale attraverso scuole, associazioni e organizzazioni del Terzo settore. Un campione costruito con particolare attenzione alla rappresentanza territoriale, alle differenze di genere, ai diversi background personali e socio-economici, e con l’obiettivo di ampliare l’orizzonte partecipativo anche alle categorie più vulnerabili.

Una rappresentanza reale, non una bolla”

La prima grande sfida è stata proprio quella della rappresentatività. Senza un gruppo eterogeneo, il rischio sarebbe stato quello di ascoltare solo una parte privilegiata del mondo giovanile, lasciando ai margini chi vive condizioni di fragilità o esclusione.

La Consulta nasce, invece, per essere molto più di un semplice gruppo di discussione: è uno strumento consultivo che consente all’Autorità garante di portare all’attenzione del Governo e del Parlamento proposte che non rappresentano “le idee di pochi”, ma le necessità e le aspettative di un’intera generazione.

Il percorso si inserisce nel quadro dell’articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che riconosce il diritto all’ascolto e alla partecipazione delle persone di minore età. La Consulta è, in questo senso, un vero “megafono” per far arrivare la loro voce alle istituzioni.

Un impegno strutturato e continuativo

Il lavoro della Consulta si articolerà in:

  • due incontri annuali in presenza (il primo a Firenze, il prossimo previsto a Roma);
  • tre incontri mensili online della durata di circa due ore ciascuno per garantire continuità durante l’anno (con sospensione nei mesi estivi).

Un percorso strutturato e continuativo, pensato per favorire un confronto autentico e spontaneo, libero e autonomo, anche con l’aiuto di facilitatori ed esperti, e che si concretizzerà nella produzione di documenti ufficiali – raccomandazioni, manifesti, indirizzi comunicativi – rivolti all’Autorità garante e, attraverso di essa, al Parlamento e ai decisori politici.

I temi di lavoro: (In)Dipendenti e diritti LGBTIQ+

I ragazzi e le ragazze lavoreranno su tre grandi ambiti:

  1. la dipendenza da sostanze stupefacenti;
  2. l’impatto del digitale sui minorenni;
  3. la tutela dei diritti delle persone minorenni LGBTIQ+.

I primi due temi rientrano nella più ampia riflessione denominata “(In)Dipendenti”, promossa dalla Garante per approfondire, a partire dall’esperienza diretta dei giovani, il tema della prevenzione e del contrasto a ogni forma di dipendenza: da sostanze (alcol, droghe) ma anche comportamentali (internet, gioco d’azzardo, tecnodipendenze). L’obiettivo è promuovere stili di vita sani e positivi, rafforzando consapevolezza e strumenti di prevenzione.

Il terzo tema si inserisce nel lavoro della Rete europea dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza – European Network of Ombudspersons for Children – che per il 2026 ha scelto di dedicare particolare attenzione ai diritti delle persone minorenni LGBTIQ+. La Consulta nazionale rappresenta, inoltre, il tramite italiano del progetto ENYA, attraverso il quale le opinioni delle ragazze e dei ragazzi italiani convergono direttamente nei tavoli europei, contribuendo a orientare le politiche comunitarie, in vista anche della nuova Strategia UE per l’uguaglianza LGBTIQ+ 2026–2030.

Una palestra di democrazia

Durante l’incontro fiorentino, i partecipanti hanno avviato i primi momenti di conoscenza e di costruzione del gruppo, partendo dal significato di ascolto e sperimentando un metodo fondato sulla centralità dei giovani stessi. Le politiche che li riguardano non devono essere costruite solo “per” loro, ma “con” loro. Perché è indispensabile ascoltare, quanto è importante comprendere il putno di vista degli altri, cosa significa partecipare, quali sono gli ostacoli, perché la partecipazione è importante e da dove iniziare. Sono stati questi alcuni dei primi temi che hanno impegnato le ragazze e i ragazzi della Consulta.

La Consulta si configura così come una vera “palestra” di democrazia: uno spazio sicuro e libero in cui imparare a confrontarsi, negoziare, formulare proposte e assumere responsabilità. Per i ragazzi e le ragazze, un’occasione di crescita e consapevolezza; per le istituzioni, un’opportunità preziosa per leggere i problemi attraverso gli occhi di chi li vive ogni giorno, evitando soluzioni calate dall’alto e costruendo politiche più efficaci, inclusive e aderenti alla realtà.

Last update: 02/23/2026 - 12:33