Il progetto propone una riflessione sugli stereotipi di genere già nei primi anni di vita dei bambini e bambine
13 September 2021

Si è svolto a Graz dal 5 all’8 settembre il secondo incontro dei partner e seminario formativo del progetto europeo EcaRom, Early Care and the Role of Men.

Il progetto europeo EcaRom si focalizza sul tema degli stereotipi di genere nell’educazione della prima infanzia con l’obiettivo di promuovere una riflessione sul rapporto tra mascolinità e cura. Il progetto intende essere la prosecuzione del progetto europeo volto a supportare i ragazzi maschi nell’ambito delle professioni di cura Boys in care (https://www.boys-in-care.eu/it/), a cui l’Istituto degli Innocenti ha partecipato nel periodo 2017-2019. In questo nuovo progetto, iniziato nel febbraio 2021, il focus dell’attenzione è invece sulla prima infanzia in quanto si ritiene fondamentale iniziare a promuovere una riflessione sugli stereotipi di genere già nei primi anni di vita.

Durante l’incontro i partner di progetto (oltre all’Istituto degli Innocenti, Dissens, Germania in qualità di coordinatore; VMG, Austria; Peace Institute, Slovenia; Center on Women’s Studies and Policies, Bulgaria; Centre for Equality Advancement, Lituania) hanno scambiato i primi risultati sulla ricerca condotta a livello nazionale sullo stato dell’arte di un’educazione sensibile al genere nella prima infanzia. Sono stati realizzati interviste e focus group con educatori e educatrici dei servizi per la prima infanzia ed esperti delle tematiche di genere nell’educazione.

Dai primi risultati della ricerca emerge un forte interesse per i temi affrontati dal progetto ed un quadro differenziato nei vari paesi sia a livello legislativo che di pratiche. Solo in alcuni paesi esiste un’attenzione specifica ai temi degli stereotipi di genere nei documenti di indirizzo e programmazione delle attività educative nella prima infanzia, ma generalmente questa viene declinata solo come promozione dell’eguaglianza. Manca un’attenzione specifica agli stereotipi di genere al maschile ed in particolare al rapporto tra mascolinità e cura. Esistono tuttavia molteplici esperienze di progetti che intendono lavorare con questi obiettivi, cercando di superare tutta una serie di preconcetti su quello che è opportuno che un bambino faccia o non faccia: mostrare i propri sentimenti (come la paura, la tristezza, ecc), piangere, esprimere la propria sensibilità e la propria capacità affettiva senza per questo essere deriso.

Lo scambio su queste esperienze e specifiche metodologie di lavoro ha costituito l’oggetto del seminario formativo tenuto da due pedagogisti tedeschi esperti nel lavoro su stereotipi di genere, mascolinità e prima infanzia: Phillip Leeb e Josua Russmann. Lo scambio di metodologie è stato particolarmente proficuo e si è basato su una partecipazione attiva dei partner attraverso esercizi, giochi di ruolo e drammatizzazioni. Il gruppo ha lavorato sulle tematiche di genere a partire dalla scelta della professione immaginando di tornare bambini chiedendosi quale professione si desiderasse fare da grandi per riflettere poi su come gli stereotipi di genere possono influenzare questa scelta.  

Nell’incontro si sono condivisi anche esempi di letteratura per l’infanzia che intende mostrare rappresentazioni plurali e non stereotipate dei bambini e dei padri, promuovendo dei modelli di ruolo basati sul concetto di cura.

Durante l’incontro di progetto si sono poi programmate le prossime fasi del lavoro che includono la realizzazione di rapporti nazionali e di un rapporto transnazionale sullo stato dell’arte dell’educazione sensibile al genere nella prima infanzia, di materiali formativi per educatori e educatrici sulle tematiche del progetto, e la realizzazione di un percorso di formazione che vedrà il coinvolgimento di 400 insegnanti e educatori della prima infanzia nei paesi partner del progetto.