conferenza finale Carmia ed Engaged

La violenza di genere è sempre più oggetto di attenzione da parte dei media e delle istituzioni purtroppo anche a causa della giovane età delle persone coinvolte. Questo tipo di violenza coinvolge infatti anche adolescenti in un continuum di forme tra l’off line e l’on-line, dalle molestie, alla violenza sessuale, a violenze on-line quali il cyberbullismo, il sexting e il grooming fino all’evento estremo del femminicidio. La violenza di genere trova le sue radici in concezioni stereotipate della femminilità e della maschilità e la lotta a questo fenomeno necessita del coinvolgimento attivo di ragazze e ragazzi come agenti del cambiamento.

Questa è anche l’ottica con cui si sono mossi i progetti CarMiA (Caring Masculinities in Action) ed Engaged in Equality. Challenging Masculinties to End Gender-Based Violence, che negli ultimi due anni hanno portato avanti attività di formazione con circa 150 studenti e studentesse delle scuole superiori e con circa 60 insegnanti. Le due iniziative, finalizzate alla promozione dell’eguaglianza di genere e alla prevenzione della violenza, hanno promosso la realizzazione di interventi di peer education e di campagne di sensibilizzazione. Le metodologie di formazione utilizzate hanno incluso l’uso del teatro forum e del teatro dell’oppresso, giochi di ruolo e l’utilizzo della pop culture.

Le fila di questo intenso lavoro, che si è svolto sotto il coordinamento scientifico dell’Istituto degli Innocenti, sono state tirate ieri, a Firenze, in occasione del seminario finale dei progetti. L’evento conclusivo introdotto da Raffaella Pregliasco, dell’Istituto degli Innocenti, è stato aperto dal keynote speech del Prof. Burgio, professore ordinario di Pedagogia generale presso l’Università di Enna Kore che ha proposto una riflessione sui costi della maschilità in adolescenza, seguita da una presentazione del percorso formativo, le metodologie utilizzate e gli strumenti didattici realizzati nell’ambito dei due progetti, a cura di Erika Bernacchi dell’Istituto degli Innocenti e Antonio Raimondo Di Grigoli collaboratore dell’ente.

Durante il pomeriggio sono stati presentati da parte degli stessi studenti e studentesse i video realizzati dai peer educators per le campagne di sensibilizzazione con il coordinamento di Luca Bicocchi e Davide Morena.

È stata inoltre realizzata un’attività di teatro forum sulla violenza di genere che ha coinvolto direttamente i partecipanti grazie alla presenza di Olivier Malcor, esperto di teatro dell’oppresso.  Il seminario si è chiuso con una tavola rotonda coordinata da Paolina Pistacchi per l’Istituto degli Innocenti che ha visto la partecipazione di una serie di attori attivi sul territorio nella prevenzione della violenza di genere, oltre all’Istituto, la Commissione Regionale per le Pari Opportunità, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Indire, volta a riflettere su come proseguire il lavoro e condividere le buone pratiche sui temi oggetto del seminario. All’evento, che si è svolto nel salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti, hanno partecipato insegnanti, educatori e educatrici, oltre a studenti e studentesse ed organizzazioni esperte dei temi trattati.

Caring Masculinities in Action - CarMiA

Il progetto, finanziato dall'Unione europea, ha per obiettivo la prevenzione della violenza di genere tra i giovani, attraverso la promozione di una riflessione critica sui ruoli di genere tradizionali e l’introduzione del concetto di mascolinità accudente nel lavoro con ragazzi e giovani uomini. Con il coordinamento dell’Istituto degli Innocenti sono stati sviluppati metodi e tecniche per e insieme a insegnanti, educatori e educatrici, assistenti sociali e professionisti volti alla formazione nonviolenta dell'identità dei giovani maschi. La prevenzione della violenza di genere e la valorizzazione dei concetti di mascolinità accudente sono stati promossi attraverso attività peer to peer e di agenti del cambiamento (agents of change). Il progetto ha messo in campo anche una campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani che puntava a promuovere una cultura egualitaria a livello locale, nazionale ed europeo. Il gruppo target di questo progetto sono adolescenti e giovani che hanno agito come modelli di ruolo, ovvero “agenti del cambiamento”. Insieme ai loro insegnanti, educatori, assistenti sociali e/o professionisti, sono stati messi in condizione di promuovere alternative di risoluzione non violenta dei conflitti, opzioni di mascolinità accudente e di ripensare agli stereotipi di genere maschile.

Qui sono visibili i video realizzati dal progetto.

Engaged in Equality – Challenging masculinities and engaging adolescent boys to end gender-based violence

Il progetto, finanziato dall'Unione europea, ha coinvolto i ragazzi come alleati nella lotta contro la violenza di genere, promuovendo la messa in discussione dei rigidi stereotipi e ruoli di genere e del concetto della mascolinità egemonica tra gli adolescenti. Durante le attività, sono stati sfidati i ruoli di genere tradizionali e la mascolinità egemonica coinvolgendo i ragazzi stessi, ma anche supportando le ragazze in percorsi di empowerment volti a identificare i potenziali rischi e acquisire fiducia per rifiutare comportamenti e relazioni abusive. Il progetto ha promosso lo scambio, la comprensione e la cooperazione tra ragazzi e ragazze per aiutarli a costruire relazioni sane e positive. Tra gli strumenti utilizzati, un importante ruolo è stato ricoperto dall’utilizzo della musica e della pop culture come strumento per sfidare la mascolinità egemonica, le norme e gli stereotipi di genere e per promuovere modelli di ruolo maschile diversi e positivi tra gli adolescenti. Anche nel caso di Engaged in Equality sono stati messi in campo corsi di formazione rivolti a insegnanti, è stato sviluppato un teacher toolkit con risorse e attività per coinvolgere i ragazzi e una campagna di sensibilizzazione realizzata assieme ai giovani protagonisti del percorso.

Qui sono visibili i video realizzati dal progetto.

Ultimo aggiornamento: 31/01/2024 - 13:54